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A Boca ancora tanti dubbi sull'impianto di recupero argille

Qualche sera fa il Comitato per la Tutela dell’ambiente ha avuto un incontro con i cittadini
Articolo pubblicato il 14-06-2017 alle ore 12:00:53
A Boca ancora tanti dubbi sull'impianto di recupero argille 3
I relatori della conferenza sull’impianto di depurazione a Boca

Impianto di recupero di argille, fanghi e terre non pericolose di Boca: il Comitato per la Tutela dell’ambiente fa il punto della situazione in attesa della nuova conferenza dei servizi. L’appuntamento era stato fissato in provincia a Novara per ieri l'altro, lunedì 12 giugno. Nel frattempo, l’azienda proponente, la ItalHousing, ha presentato alcune integrazioni al progetto iniziale, sulla base delle osservazioni rilevate in occasione della prima conferenza. Fra le migliorie proposte, l’introduzione di ulteriori limiti di accettabilità dei rifiuti oltre a quello, già fissato, della non pericolosità, l’eliminazione di alcuni tipi di rifiuto, fra cui quelli odorigeni, monitoraggio del PM10, vari report e campionamenti e libero accesso al Comune di Boca per analisi, a carico economico dell’azienda.

Qualche sera fa il Comitato ha avuto un incontro con i cittadini: è stato presente anche Fabio Tomei, ingegnere del Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte di Novara, che si è messo a disposizione per analizzare il progetto dal punto di vista tecnico. Secondo l’ingegnere, ci sono però alcuni aspetti ancora da chiarire. Innanzitutto, il trattamento dei rifiuti: «Il progetto, al momento, non prevede processi chimici di trattamento per i rifiuti che li portino al ph 7, cioè neutro – ha osservato – gli impianti sono tutti pensati per lavorazioni meccaniche. Il rischio è quello che materiali non sicuri finiscano nel prodotto finito, come ceramiche. La verifica di non pericolosità non è sufficiente: un’analisi chimica è fondamentale».

Il professionista ritiene inoltre ancora poco chiara la classificazione dei rifiuti che potrebbero essere trattati. A preoccupare Tomei è inoltre l’ipotesi di costruire l’impianto a cielo aperto: «Servirebbe un impianto al chiuso, con sistemi di abbattimento delle polveri e degli odori». Infine, l’ingegnere teme un aumento insostenibile del traffico a causa dell’imponente mole di materiali che verrebbe trasportato: secondo le stime, passerebbe un camion ogni sedici minuti.

I cittadini si sono mostrati preoccupati anche per la salvaguardia della “nomea” di Boca come un territorio a vocazione agricola, con importanti produzioni enogastronomiche. A questo punto non rimane che attendere: il commissario prefettizio che regge il paese, insieme al tecnico comunale, prenderanno parte alla conferenza dei servizi. Il Comitato, invece, non aveva ottenuto il permesso di assistere come uditore, ma intende richiedere nuovamente l'autorizzazione.

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