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A Gattinara scoperta una grossa necropoli del terzo e quarto secolo

I corredi funerari in bronzo, argento e ceramica sono stati notati per caso nella mostra “Prima del bottone” che è stata allestita a Torino
Articolo pubblicato il 26-10-2017 alle ore 08:54:14
A Gattinara scoperta una grossa necropoli del terzo e quarto secolo 1
A Gattinara scoperta una grossa necropoli del terzo e quarto secolo 1

 A Gattinara scoperta una necropoli antica. Il ritrovamento di alcune sepolture del IV e V secolo avanti Cristo ha destato sorpresa in città. Sia per quanto custodivano gelosamente i terreni delle campagne cittadine, sia per il comportamento della Soprintendenza che si è ben guardata dal comunicare al territorio il ritrovamento avvenuto lo scorso anno. A scoprire alcuni giorni fa quanto rinvenuto nei boschi diGattinara, durante i lavori di scavo per la realizzazione del metanodotto, sono stati alcuni gattinaresi in visita alla mostra “Prima del bottone. Accessori e ornamenti del vestiario nell'antichità”, aperta al Museo di Antichità di Torino e visitabile dal 16 giugno al 12 novembre.

Mentre passeggiavano tra le vetrine della mostra, sono stati incuriositi da una vetrinetta con alcuni reperti archeologici e un pannello informativo intitolato “Il caso di Gattinara”, che spiega il ritrovamento: “I recenti interventi archeologici (2016) effettuati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli grazie al sostegno di Snam Rete Gas per la costruzione del Metanodotto Vercelli-Romagnano Sesia – dice il pannello -, hanno permesso il ritrovamento di una estesa e prima d’ora sconosciuta necropoli e incinerazione del V - metà del IV secolo a.C. appartenente alla cosiddetta Cultura di Golasecca (dall’omonima località presso il Ticino dove avvennero i primi ritrovamenti agli inizi del XIX secolo)».

Secondo i curatori della mostra, la necropoli di Gattinara conta 76 sepolture entro fossa in terra con un ricco corredo metallico prevalentemente in bronzo (ma non mancano materiali in argento, ferro, ceramica e addirittura in legno), costituito da armille (bracciali), orecchini e ferma-trecce, ma soprattutto da fibule a sanguisuga, ad arco serpeggiante e a navicella miniaturistiche. «Il sito – spiegano gli studiosi -, che ha potuto essere indagato nella sua interezza, consente di ampliare la conoscenza sulle fasi finali della cultura golasecchiana, ancora poco documentate in queste zone, permettendo uno studio attento dei corredi in metallo, della loro lavorazione e dei modi di uso antichi, tipo di deposizione, restauri antichi, utilizzi».

In municipio non ne sapevano nulla. «Abbiamo scritto una lettera alla Soprintendenza – spiega il sindaco Daniele Baglione – in cui chiediamo conto di quanto ritrovato sul nostro territorio, chiedendo che ci vengano date tutte le informazioni su questo ritrovamento e che venga organizzata anche a Gattinara un’esposizione per permettere di ammirare i reperti». L’assessore Luisa Cerri, specializzata proprio in archeologia grazie ai suoi studi, parla di «un ritrovamento importante, di cui neanche io sapevo nulla, nonostante sia del settore. E’ singolare il fatto che la Soprintendenza non abbia neppure informato le istituzioni locali, come solitamente avviene».

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