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A Ghemme una colletta per salvare il cane Pratolino

Solidarietà
Articolo pubblicato il 17-06-2017 alle ore 17:39:44
A Ghemme una colletta per salvare il cane Pratolino 2
Consuelo Crepaldi e Pratolino

Il paese di Ghemme unito per curare un cane. Protagonista di una bella storia di solidarietà è “Pratolino”, un cane di razza bolognese di 4 anni. Appartiene alla ghemmese Consuelo Crepaldi, che l’ha ricevuto in regalo da cucciolo e da allora condivide la vita con lui. Proprio la “sua umana” si è resa conto, a dicembre, che l’animale non stava bene: aveva l’addome molto gonfio. Portato alla clinica “Lago Maggiore”, di Arona, Pratolino si rivela in condizioni gravi: si pensa a un avvelenamento da topicida. Le cure veterinarie sono estremamente costose e la donna in quel momento ha altre spese urgenti da affrontare. Per questo arriva a pensare di affidare Pratolino a un’altra famiglia che possa permettersi quelle cure. «Non era giusto – racconta in seguito – che lo lasciassi morire pur di tenerlo con me».

Prima, però, la padrona si ingegna: vende gli ultimi preziosi, risparmia su tutto. La sua tenacia e l’abilità dei veterinari premiano lei e Pratolino. Il cagnetto, infatti, si riprende e torna a casa, dove segue un’imponente cura farmacologica. Ma a inizio maggio il malessere si ripete. In clinica sospettano una perdita di proteine. Fra gli accertamenti da effettuare, c’è una biopsia intestinale. Un esame davvero molto costoso, che Crepaldi non può sostenere da sola. Sono alcune compaesane a darle un’idea: una colletta nei negozi. La donna, inizialmente, è titubante. D’altra parte, però, lei fa volontariato e ha ragione di credere nell’altruismo. I fatti le daranno ragione.

«Tutto questo bel paese mi è stato vicino – racconta – anche solo con un messaggio di incoraggiamento: è stato bellissimo. Non so se è possibile rendere l’idea del bene che hanno fatto. Questa vicenda dimostra che bisogna sempre provare a chiedere. Anche, per esempio, per chi è in difficoltà perché senza lavoro: non pensate a gesti estremi. Chiedete aiuto alle altre persone». Nello specifico, con il coordinamento della ghemmese Silvy Paganotti, molti locali, anche nei paesi vicini, predispongono una scatoletta per raccogliere fondi da desinare a Pratolino. «Ringrazio i locali Vida Loca, Primavera Café, il bar Chalet di Romagnano, la tabaccheria di Elisabetta Soprani a Romagnano, il negozio Afrodite di Monica Barcellini, Giulia Longobardi di Karisma, l’edicola Patrizia, la clinica veterinaria di Arona con il dottor Paolo Martegani, molto sensibile, e Biyoshi Dog di Angela Di Canto – afferma Crepaldi –, inoltre ringrazio Silvy Paganotti, che mi ha aiutato nell’organizzazione, la dottoressa Barbara Brunato, che ha voluto aiutare Pratolino senza compenso, il gruppo Facebook “Sei di Ghemme se”, Federico Proietti, Anna Maria Corazza, Giovanna Contino, Simona Chiodo, Milvia Marangoni e altre persone che vogliono mantenere l’anonimato».

Crepaldi ha potuto contare anche sul sostegno dell’azienda grignaschese Metaltecnica Zanolo, dove lavora: il caporeparto Cristian Scannavacca e i colleghi Elisa Ferracin, Fabrizio Marangon, Manuela Ansaloni, Sara Genovese e Mario Bergeri le hanno dato una mano. «Inizialmente, ero reticente a fare sapere la cosa perché sapevo che anche i titolari non sarebbero rimasti indifferenti – ha spiegato – la nostra è davvero una grande azienda». In tutto, sono stati raccolti 440 euro. «Ora la raccolta è stata sospesa perché non voglio incidere troppo sulle tasche delle persone: so che il momento è difficile – prosegue Crepaldi – continuerò a tenere tutti informati sulle condizioni di Pratolino e a pubblicare tutti i documenti: credo sia doveroso». Al momento, il cagnetto sta abbastanza bene, ma continua la cura farmacologica ed è seguito dalla clinica in attesa della biopsia. Crepaldi auspica una legge per istituire centri gratuiti per la cura dei cani gravemente malati: «Si fanno tante campagne per adottare i cani – osserva – ma in quanti muoiono per mancanza di cure perché i loro padroni non possono permettersele?».

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