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A Parone la quarta edizione di ''Tra rime e musica''

Lo scorso 4 agosto
Articolo pubblicato il 31-08-2016 alle ore 10:23:18
A Parone la quarta edizione di ''Tra rime e musica''  2
Poeti, organizzatori e il duo musicale

A Parone, il tradizionale raduno dei poeti, si è svolto il 4 agosto. Organizzato dalla Pro Loco presieduta da Maria Rosa Frigiolini, l’evento “Tra rime e musica”, ha coinvolto i poeti del territorio che si esprimono nel dialetto valsesiano: Piera Baladda “Pierot”, Ivano Bondetti “’l Gerbiu”, Gianna Calderini, Enzo Dalberto “Ciacula”, Fulvio Folghera “’l Bargnun dal Dram”, Marilena Rotti e Primo Vittone, accompagnati dalle canzoni di Pierangelo Pitto e Roberto Fila un duo musicale e poetico. Perfetto il servizio audio del vicepresidente della Pro Loco, Agostino Bondetti.

Introdurre questo variegato panorama di voci del territorio con parole in italiano parrebbe quasi inutile, perché le poesie da leggere e da ascoltare hanno riempito di musicalità la serata estiva, tracciando con un sentiero di parole le colline, il fiume, i torrenti e i torrentelli. La poesia è stata lo strumento per raccontare momenti allegri, ma anche gettare un cerchio di luce affettuosa sul crudo dolore per la morte di un bambino, per scrivere storie d’amore, reali o “naturali”, come quella tra il vento e l’onda, che si uniscono in un abbraccio fresco e leggero, o “impossibili”, come quella del gatto sterilizzato innamorato senza speranza della micina grigia con gli occhi verdi. Nelle poesie lette dagli autori si eternava il ricordo di persone care, che hanno lasciato un segno nella famiglia e nelle comunità, come Mama Lina, Nonu Giuvanin, il piccolo Gregorio, o Enzio Ferrero, l’Amis che il Bargnun dal Dram rimpiangeva, e il professor Giovanni Turcotti, che fece crescere generazioni di giovani studenti, insegnando loro a camminare per i sentieri della vita. In poesia anche gli oggetti più umili, come il secchiellino per il latte, hanno ritrovato una loro dignità legata a una funzione socializzatrice. Scrivere versi è un modo per comunicare, dimenticando le proprie difficoltà per trasformare la propria voce in un canto allargato verso il mondo.                                                   

Piera Mazzone

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