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A rischio tagli la sede Inps di Borgosesia

Atti ufficiali non ce ne sono, ma da Roma le direttive giungono inequivocabili
Articolo pubblicato il 13-07-2016 alle ore 12:27:31
A rischio tagli la sede Inps di Borgosesia 3
La sede Inps di Borgosesia

Atti ufficiali non ce ne sono, ma da Roma le direttive giungono inequivocabili: tagliare tutti gli uffici periferici dell’Inps. E tra questi quello di Borgosesia.

Solo pochi giorni fa il presidente dell’ente Tito Boeri diceva che le sedi Inps di tutta Italia hanno bisogno di personale aggiuntivo, ma le idee del ministero sono ben diverse e improntate su una riorganizzazione che consenta un risparmio economico. E poco importa se a farne le spese sono, come sempre, i cittadini, in questo caso tutti i valsesiani. Oltre ovviamente ai dipendenti della sede borgosesiana, che attualmente sono otto (più il direttore) e che in caso di chiusura degli uffici di viale Varallo verrebbero trasferiti chissà dove. 

I cittadini, dai pensionati alle donne in maternità passando per tutti i lavoratori iscritti a questa cassa previdenziale, dovrebbero in caso di chiusura della sede borgosesiana rivolgersi a Vercelli. E se per un cittadino di Lenta o di Gattinara non cambia molto, ben diversa è la situazione per tutta la media e alta Valsesia.

E’ stato nel mese di gennaio che è stato annunciato che l’istituto di previdenza avrebbe cambiato pelle, con il passaggio delle sedi direzionali da 48 a dieci e tutte che fanno direttamente capo al direttore generale. La trasformazione prevede anche un uso intensivo di Internet. Proprio come successo per gli uffici postali, il presupposto dei tagli è che grazie a Internet la necessità di un rapporto personale viene meno. Difficile credere che questo possa avvenire a breve, soprattutto (ma non solo) quando ad avere bisogno degli addetti sono i pensionati. Come detto, per ora di notizie ufficiali non ce ne sono, ma i sindacati stanno con gli occhi ben aperti sull’evolversi della situazione: «Quella della chiusura dell’ufficio di Borgosesia è una paura reale - commenta Carmine Lungo della Cgil -; non sappiamo se e quando succederà, ma noi ci batteremo affinchè non accada. Non solo per i dipendenti, ma anche per i cittadini, che non devono essere penalizzati per il posto in cui vivono. Si deve tenere conto che questa è una zona di montagna, già penalizzata sotto molti altri aspetti. La sede di Borgosesia non andrebbe solo salvata, ma addirittura potenziata. Come ha detto Boeri in occasione della relazione alla Banca d’Italia, gli uffici Inps hanno bisogno di nuovi assunti. Servono nuovi investimenti, andando così a trovare un posto di lavoro a tanti giovani  disoccupati. Il governo deve fare un ragionamento opposto a quello attuale: non tagliare ma potenziare, non chiudere ma assumere».

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