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Allarme a Cellio e Breia: «Non vogliamo restare senza medico»

Il primo passo è stato di scrivere una lettera ad Asl, Provincia, Regione e Prefettura
Articolo pubblicato il 19-10-2016 alle ore 14:40:47
Allarme a Cellio e Breia: «Non vogliamo restare senza medico» 3
Foto d'archivio

Allarme a Cellio e Breia, dove dalla prossima settimana i cittadini dei due paesi rischiano di restare senza medico. Venerdì infatti si concluderà il periodo di sostituzione della dottoressa Elisa Zani, avviato dopo la morte del dottor Mario Andreone. E allo stato attuale non sembra esserci una soluzione, mancando la certezza che venga assegnato un altro medico a servizio di entrambi i paesi. Una situazione che lascia incredulo il sindaco di Cellio: «Ho l’impressione - commenta Martino Valmacco - che chi vive in montagna non abbia diritto di avere un medico. E’ vergognoso perché la presenza di un dottore per gli abitanti è sinonimo di sicurezza, oltre che un diritto».

Una situazione simile la sta attraversando anche Quarona, rimasta recentemente orfana di uno dei medici attivi in paese con il pensionamento di Franca Maria Cavagnino. E venerdì scorso i primi cittadini di Cellio, Breia, Quarona, Madonna del Sasso (per la frazione Piana dei Monti) e Valduggia (Pierluigi Prino era presente in quanto gli abitanti di Valpiana si sono sempre rivolti all’ambulatorio di Cellio) si sono confrontati per cercare di arrivare a una soluzione. Il primo passo è stato di scrivere una lettera ad Asl, Provincia, Regione e Prefettura: «Abbiamo messo nero su bianco la situazione: è stato semplicemente chiesto se in tempi brevi ci verrà assegnato un medico oppure no. Dobbiamo saperlo perché non si può pensare di restare con l’ambulatorio chiuso. Speriamo di ricevere una risposta al più presto».

Restare senza un medico in due paesi come Cellio e Breia sarebbe preoccupante, soprattutto per i cittadini più anziani: «A Cellio sono quasi duecento gli abitanti con più di 70 anni - osserva Valmacco -, e per la maggior parte di loro è normale rivolgersi al dottore magari anche più di una volta alla settimana. E soprattutto in questo periodo, con l’arrivo dei primi freddi e con il diffondersi delle influenze, è necessario poter avere un dottore a cui rivolgersi. Chi è giovane può scendere a Valduggia o Borgosesia, ma chi è anziano e magari sprovvisto di automobile come può fare?».

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