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Balmuccia ottiene i soldi per recuperare i preziosi affreschi medioevali

Articolo pubblicato il 16-11-2017 alle ore 17:53:38
Balmuccia ottiene i soldi per recuperare i preziosi affreschi medioevali 3
Balmuccia ottiene i soldi per recuperare i preziosi affreschi medioevali 3

Grazie al sostegno di Crt, saranno recuperati gli affreschi medievali della chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Balmuccia. Dalla Fondazione spiegano: «Potranno essere recuperati gli affreschi medioevali della chiesa parrocchiale di Santa Margherita a Balmuccia, paese a ridosso della montagna che separa la Val Sermenza dalla Val Grande, che sono emersi nel 1997 durante un intervento di consolidamento degli intonaci». La chiesa parrocchiale, intitolata a Santa Margherita, fu costruita nel 1600. Costituita da una sola navata, con altari laterali, a destra reca i Misteri del Rosario dipinti su legno: il presbiterio mostra una tavola raffigurante la "Sacra Famiglia" e "Santa Caterina". Dietro l'altare maggiore vi è un quadro a olio con le fattezze di "Santa Margherita in carcere", pregevole lavoro dell'Orgiazzi.

Sono 150 i beni mobili e immobili di pregio che rinasceranno in tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta grazie al bando Restauri Cantieri Diffusi della Fondazione Crt. Con 2,5 milioni di euro assegnati, l’edizione 2017 del bando ha sostenuto i lavori di restauro e il recupero dei beni mobili – tele, organi, statue, arredi lignei – e beni immobili, sottoposti a tutela, del Piemonte e della Valle d’Aosta. Il bando di quest’anno ha voluto favorire la fruibilità dei beni da parte di fasce sempre più ampie di pubblico, facilitare l’inserimento del patrimonio artistico-architettonico in specifici programmi di promozione turistica presenti sul territorio, incoraggiare il coinvolgimento attivo della comunità attraverso iniziative di raccolta fondi. «Centocinquanta beni del Piemonte e della Valle d’Aosta potranno tornare al loro originario splendore anche grazie al contributo della Fondazione Crt – afferma il Presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia – Riteniamo sempre più importante coinvolgere le comunità a ‘prendersi cura’, assieme a noi, dei propri beni, attraverso cofinanziamenti o iniziative di raccolta fondi. Il Santuario della Consolata di Torino è un modello a cui ci ispiriamo: per il suo recupero la Fondazione Crt ha attivato, accanto al sostegno diretto, modalità di intervento innovative, quali il matching grant e il fundraising». Aggiunge Massimo Lapucci, segretario generale della Fondazione: «Nell’assegnare i contributi, guardiamo con attenzione alla qualità dei progetti e alla loro sostenibilità e rilevanza per i territori di riferimento. ‘Restauri-Cantieri Diffusi’ sostiene capillarmente, da più di dieci anni, il restauro e il recupero dei beni storici, artistici e architettonici presenti sul territorio: un patrimonio del quale vogliamo garantire la tutela, il mantenimento e la fruizione da parte di fasce sempre più ampie di pubblico».

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