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Bilancio, per Ghemme saranno cinque anni ''lacrime e sangue''

La maggioranza: «Un atto di responsabilità e di coraggio nei confronti dei propri cittadini»
Articolo pubblicato il 21-02-2017 alle ore 13:10:19
Consiglio a Ghemme dopo l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario da parte della Corte dei Conti
Consiglio a Ghemme dopo l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario da parte della Corte dei Conti

Approvato nei giorni scorsi il piano di riequilibrio finanziario proposto dal Comune di Ghemme alla Corte dei Conti.

Il programma durerà cinque anni. «Come avvallato dalla Corte dei Conti – commenta ora la maggioranza – il piano non è stata un’invenzione della maggioranza consigliare, ma un atto necessario per salvare il Comune dal fallimento. Un atto di responsabilità e di coraggio nei confronti dei propri cittadini».

Si tratta di un percorso impegnativo per i cittadini. «Pur con la soddisfazione di vedere riconosciuto dalla Corte dei Conti il piano proposto dal Comune, non vi è alcun motivo di gioire - sottolineano gli amministratori - perché vi è la consapevolezza che si tratta, purtroppo, del riconoscimento e della certificazione di un percorso di sacrifici che i cittadini ghemmesi sono costretti ad affrontare per ovviare alla disastrosa situazione finanziaria che questa amministrazione si è trovata a dover gestire».

L'approvazione del piano è stata comunicata durante il consiglio comunale riunitosi nei giorni scorsi.  Il sindaco Davide Temporelli dopo aver letto alcuni post sul tema apparsi sulla pagina Facebook del gruppo di minoranza “Insieme per Ghemme” ha richiesto le dimissioni del capogruppo Alfredo Corazza. «Sono osservazioni scritte con cognizione di causa, sulla base di dati forniti da voi – ha replicato Corazza – non sono atti contro le vostre persone, ma contro le vostre attività amministrative. Non mi dimetterò e continuerò la mia battaglia».

Sulla questione la consigliera di minoranza Maura Ferrari ha evidenziato: «Il piano si presenta difficilissimo non si può continuare sempre a chiedere tasse ai cittadini: quando si esasperano le persone, non paga più nessuno se non si dà uno stimolo diverso». Osservazioni sono arrivate anche dal consigliere di minoranza di “Viva Ghemme” Gianmario Rabaglioni. «Togliere il contributo all’istituto significa togliere linfa vitale a un’istituzione che funziona. Avrei piuttosto considerato una riduzione del personale laddove ci siano sovrapposizioni di incarichi». Inoltre Rabaglioni ha sottolineato che è eccessivo l’abbattimento della base d’asta previsto nel piano.

 

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