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Borgosesia, videopoker spenti per cinque ore al giorno

Obiettivo: frenare i giocatori patologici
Articolo pubblicato il 15-08-2016 alle ore 21:29:33
Borgosesia, videopoker spenti per cinque ore al giorno  3
Borgosesia, videopoker spenti per cinque ore al giorno 3

Un freno agli orari di accensione di slot machine e videopoker: anche sul territorio comunale di Borgosesia scatta il divieto all’utilizzo delle macchinette nei locali pubblici per alcune ore della giornata. La decisione, che fa riferimento alla normativa regionale, è stata adottata dall'amministrazione comunale per tutelare le fasce più deboli ed evitare comunque la possibilità di giocare ininterrottamente. L'ordinanza è stata firmata nei giorni scorsi dal vice sindaco Alice Freschi, e dispone che non sia consentito giocare a videopoker e slot machine in tre fasce distinte: dalle 7 alle 8, dalle 12 alle 14 e dalle 18 alle 20, orari che si collegano in particolare all'ingresso e all'uscita dalle scuole e dai luoghi di lavoro. La disposizione vale per tutte le sale da gioco, le sale scommesse, gli esercizi pubblici e i circoli dove sono installate le macchinette.

La normativa regionale richiedeva un minimo di almeno tre ore di “fascia protetta”: «Sono limitazioni - specifica nel dettaglio l'assessore comunale al commercio Costantino Bertona - destinate a evitare che si possa giocare senza interruzione per ore e ore, con particolare riferimento a tutelare studenti e lavoratori. Per fissare gli orari di divieto ci siamo confrontati con i Comuni limitrofi così da avere un fronte comune». Le sanzioni previste dalla legge regionale vanno da 500 a 1500 euro e per chi nel corso di un biennio commette tre violazioni si procede alla chiusura definitiva degli apparecchi per il gioco.

Non sarà l'unica limitazione, nelle prossime settimane il Comune dovrà anche fare le proprie valutazioni sui criteri della distanza dai luoghi cosiddetti “sensibili”: «Le disposizione regionali impongono distanze minime dove possono essere collocati apparecchi da gioco rispetto a determinati luoghi quali ad esempio scuole, ospedali, sportelli bancomat, luoghi di culto, impianti sportivi - conferma Bertona -. E nelle prossime settimane i Comuni prenderanno le loro decisioni».

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