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Borgosesia, la ''Cena della fratellanza'' per promuovere l'integrazione

L'iniziativa all'Acli
Articolo pubblicato il 10-09-2016 alle ore 08:17:20
Borgosesia, la ''Cena della fratellanza'' per promuovere l'integrazione 3
Borgosesia, la ''Cena della fratellanza'' per promuovere l'integrazione 3

L'hanno chiamata “Festa per la fratellanza dei popoli” e ha radunato duecento persone fra cui alcune decine di migranti attualmente ospitati nelle strutture di Borgosesia e di Scopa. L'iniziativa si è tenuta lo scorso fine settimana nel salone del circolo Acli di Aranco. I partecipanti si sono ritrovate per parlare di integrazione e solidarietà tra un piatto di cous cous marocchino, uno di riso senegalese e altre specialità provenienti da molti paesi africani e orientali.  

«L'iniziativa - spiegano i promotori - era volta a promuovere l'integrazione tra culture, i valori della solidarietà nei confronti delle migliaia di profughi che scappano dalle guerre e, soprattutto, a favorire il dialogo tra migranti e residenti locali contro la propagazione dell'odio razzista e del pregiudizio». L'incontro è stato occasione per discutere anche della crisi delle migrazioni internazionali che sta colpendo l'Europa, attraverso le testimonianze di alcuni attivisti di Borgosesia che hanno raccontato la loro esperienza di volontariato nei campi di profughi sorti al confine tra Grecia e Macedonia, e tra Serbia e Ungheria: «La chiusura militare della frontiera ha generato accampamenti disumani e situazioni di grande disperazione per chi era venuto in Europa in cerca di libertà e salvezza».

Nel corso del dibattito che ha seguito la cena l'attenzione si è concentrata sulla situazione italiana, con la volontà espressa da molti partecipanti di impegnarsi sul territorio valsesiano per favorire il processo di integrazione dei rifugiati: «C'è necessità di dare corretta informazione tra la cittadinanza contro false informazioni spesso circolanti e migliorare la qualità dell'accoglienza.

Si sta organizzando un osservatorio sui flussi e sulle condizioni di vita dei migranti in Valsesia, che dal prossime mese si proporrà di studiare e diffondere informazioni sulle migrazioni in zona e, insieme, di coordinare volontari e associazioni sociali già attive nell'ambito dell'integrazione, per costituire una rete capillare di iniziative interculturale. Nello specifico saranno organizzati corsi di italiano offerti gratuitamente da alcuni volontari sia a Scopa che ad Aranco, nella convinzione che la conoscenza della lingua locale sia la prima frontiera da superare per favorire il dialogo». Chi volesse impegnarsi in queste finalità può contattare il numero 348.9609.009 (Monica).

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