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«Caso Rotti, ecco cosa è accaduto realmente»

Lettera al giornale
Articolo pubblicato il 26-09-2017 alle ore 12:44:57
«Caso Rotti, ecco cosa è accaduto realmente» 3
Camilla Marone Bianco

Il consiglio comunale di Borgosesia si è espresso, con i voti della maggioranza, per la decadenza del consigliere Corrado Rotti, in riferimento al contenzioso con il Comune circa le spese legali relative alla causa per mobbing vinta da un dipendente. Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del capogruppo di “Cambia marcia Borgosesia” Camilla Marone Bianco

«Quanto è successo merita alcune considerazioni che riguardano azioni che si sono accumulate per un decennio. Le due sentenze fin qui pronunciate hanno ben delineato il sistema, sfociato in una grave forma di mobbing ai danni di un dipendente comunale, che vede implicato l’ex sindaco Rotti. Ancora più grave a nostro giudizio è che, a fronte di specifiche contestazioni, il Comune di Borgosesia non abbia formulato alcuna particolare difesa né in primo grado, né in appello: un comportamento lesivo dell’interesse del Comune e di quello degli amministratori e funzionari accusati in tribunale. Ricordiamo poi che, dopo le due sentenze, è stato necessario che intervenisse anche la Corte dei Conti per richiamare l’amministrazione alle sue responsabilità e all’obbligo di trasmettere gli atti relativi: nel luglio del 2015 abbiamo così pagato, come Comune, una cifra di 200mila euro, conseguenza dell’inspiegabile mancata contestazione dei risarcimenti.

Quella che ne è derivata è una chiara condizione di lite tra l’amministrazione e il consigliere Rotti e i funzionari coinvolti: ci stupisce che nessuno di questi abbia mai potuto realizzare un’azione di difesa e sia mai stato messo a conoscenza dei contenuti e dell’entità economica delle sentenze della magistratura che li riguardavano. La richiesta civilistica fatta dal Comune a Rotti e ai dipendenti di risarcire le spese legali lascia peraltro perplessi: si chiede genericamente di pagare una difesa palesemente inefficace, evidenziata come tale dal giudizio, di cui gli accusati non hanno potuto condividere in alcun modo i contenuti.

E’ inquietante che, se di incompatibilità si trattava fin dalle origini, per oltre due anni i sindaci che si sono succeduti e le stesse amministrazioni di cui la presente è almeno in parte la continuazione non abbiano ritenuto di procedere. Ben altra severità si adottò nei confronti del consigliere Gino Corradini, espulso per una multa di pochi euro con un provvedimento assurdo e illecito; nulla invece si contestò negli anni passati a Corrado Rotti per quelle sentenze che hanno prodotto un danno alla città di oltre 260mila euro, cifra destinata a crescere per le future e inevitabili pendenze giudiziarie. Vedere sollevata oggi la causa di incompatibilità, appena dopo la nuova tornata elettorale, ci fa pensare a ripicche e ricatti, regolamenti di conti tra l’attuale maggioranza e il consigliere di minoranza che è stato espulso.

E il ruolo di un amministratore dovrebbe sempre e comunque essere fondato su principi quali onestà e rispetto delle regole e della legge, mai su rivalse e vendette personali o politiche. Tutto questo è una vergogna per Borgosesia.
Per tutte queste ragioni, il nostro gruppo consiliare ha deciso di non partecipare a questo gioco delle parti, fedele alle proprie convinzioni di trasparenza, rispetto e senso del dovere civico. Condanniamo senza appello i gravi comportamenti emersi dalle sentenze, indipendentemente da chi li abbia commessi, e, in particolare, condanniamo qualsiasi atteggiamento violento o intimidatorio condotto nei confronti dei funzionari, ieri, oggi o domani.

Abbiamo deciso, coerentemente, di non partecipare al voto sulla “questione Rotti”: non per tirarci fuori dalle nostre responsabilità, ma perché non vogliamo essere collusi con parti politiche, di maggioranza e opposizione, che abbiamo sempre combattuto nei metodi e nei contenuti. L’unica cosa che conta è l’interesse dei cittadini: qui vediamo solo molte ripicche e ipocrisie».

Camilla Marone Bianco

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