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Caso Slot, «In Piemonte a un mese dalla nuova legge apparecchi fuori controllo in crescita»

Il problema del gioco non sembra risolversi
Articolo pubblicato il 09-01-2018 alle ore 10:59:41
Il caso slot tiene banco
Il caso slot tiene banco

Apparecchi “estranei” al circuito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che funzionano attraverso il collegamento a internet, o trasformabili da “giochi passatempo” a giochi d’azzardo: è quanto è stato proposto a numerosi esercenti nelle province di Alessandria, Asti e Novara, “presi d’assalto” da alcuni operatori commerciali dopo l’applicazione della nuova legge regionale piemontese. E’ quanto denuncia in una nota l’associazione Astro, che - si legge in una nota - “ha predisposto una informativa corredata da foto e documentazione, che entro la giornata odierna sarà inoltrata alla Direzione Centrale Giochi della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Altro effetto della nuova normativa regionale - che da novembre dello scorso anno ha imposto lo spegnimento delle slot sotto “distanziometro” dai luoghi sensibili - è un incremento dei “volumi di gioco del 30%” nei locali lombardi confinanti con il Piemonte “a seguito della migrazione dei giocatori”. Contestualmente “il volume di affari dei bar piemontesi relativamente alla somministrazione di caffè-bevande-cibi è calato del 30% rispetto al mese di ottobre”. Infine decine di imprese iscritte all’associazione hanno “segnalato l’imminente avvio di procedure di dismissione di personale e di rami aziendali”.

Astro ha deciso di avviare “ulteriori iniziative di coinvolgimento delle Istituzioni competenti a gestire le crisi aziendali e occupazionali” e chiede dunque ai propri iscritti di inviare delle autocertificazioni in cui si indichino le situazioni di criticità, con cui l’associazione “documenterà lo stato di crisi del comparto e solleciterà le Istituzioni regionali per la promozione di tutte le iniziative collettive in grado di affiancare le singole aziende”

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