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Casula: decidere subito il futuro delle scuole di Trivero

Chiede che l’amministrazione organizzi un incontro con la preside e le insegnanti dei plessi di Ponzone, Pratrivero e Ronco
Articolo pubblicato il 20-05-2017 alle ore 14:51:01
Casula: decidere subito il futuro delle scuole di Trivero 3
L’ex asilo Cerino Zegna sarà probabilmente il futuro polo scolastico

Che fine ha fatto il progetto di ristrutturazione dell’ex asilo Cerino Zegna? C’è un programma per il riordino dei plessi scolastici a Trivero? E’ quello che vorrebbe sapere Piero Casula, che ha già presentato un’interrogazione al suo rientro in consiglio comunale. I numeri di iscritti sono in calo, e per il neo consigliere sarebbe il caso di decidere e poi spiegare alle famiglie che cosa si intende fare. «Ricordo che era il secondo consiglio comunale con Massimo Biasetti nel 2006 quando l’allora sindaco disse di voler organizzare un incontro per parlare del futuro delle scuole elementari - scrive Casula nel documento -. I bambini si sono ridotti ancora e nel frattempo non è stato fatto nulla». Per questo motivo Casula chiede che l’amministrazione comunale organizzi un incontro con la preside e le insegnanti dei plessi di Ponzone, Pratrivero e Ronco per valutare insieme una soluzione.

«E’ giusto sentire anche le maestre che hanno la giusta esperienza e il polso della situazione - riprende Casula -. Siamo in ritardo di undici anni. L’unica cosa fatta finora è creare uno scompiglio generale tre anni fa, quando l’amministrazione decise di non attivare la prima classe a Pratrivero perdendo i bambini finiti nei Comuni limitrofi, salvo poi ripristinare la prima classe l’anno successivo». I numeri per il futuro però non danno grandi garanzie. «E’ chiaro che tre plessi non possono continuare ad esistere - sottolinea -. E' chiaro che bisogna decidersi, vogliamo un incontro con preside e insegnanti. Abbiamo una media di 25 nati e Trivero non può continuare a fare da serbatoio di altri Comuni che hanno una scuola, ma non hanno i bambini». Il riferimento neppure tanto velato è rivolto a Soprana. «L’ulteriore anomalia - ribadisce Casula - è che abbiamo bambini che vanno a scuola nei Comuni vicini. Il rischio ulteriore è di scendere sotto la soglia minima dei 500 bambini per istituto comprensivo e rischiare così l’accorpamento».

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