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Centri Sprar per i migranti, l'Unione adesso frena

Il progetto permetterebbe ai Comuni di avere una gestione diretta della questione
Articolo pubblicato il 13-10-2016 alle ore 12:23:21
Centri Sprar per i migranti, l'Unione adesso frena  2
Foto d'archivio

L’Unione montana del Biellese Orientale era stata tra i primi enti a interessarsi dei bandi Sprar, ma adesso i sindaci sembrano aver tirato il freno. «Il primo bando aprirà a fine mese - spiega il sindaco di Pray e assessore dell’Unione Gian Matteo Passuello -, ma difficilmente come Unione riusciremo a presentare per questo mese il progetto. Stiamo ragionando sulla scadenza di fine anno. Va detto che i processi di partecipazione si sono complicati perché il Ministero è in ritardo con i pagamenti». Insomma anche i gestori attuali lamentano un ritardo dei famosi 30 euro al giorno per migrante.


«Lanciarsi in un progetto del genere senza avere una adeguata copertura economica sarebbe impensabile - spiega Passuello -. Vorrebbe dire mandare in crisi il Comune. Certo, il progetto Sprar è decisamente interessante perché permetterebbe ai Comuni di avere una gestione diretta della questione, ma non possiamo rischiare visti i ritardi dei pagamenti». Se fino a qualche mese fa, infatti, il Ministero pagava con una certa regolarità, ora i soldi arrivano con ritardo. «Molti amministratori vogliono vederci chiaro su questo aspetto - riprende -. Per questo abbiamo deciso di attendere e capire l’evoluzione della vicenda. Faremo il passo se ci saranno le garanzie economiche necessarie».

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