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«Cerco notizie sui fascisti di Gattinara e dintorni»

Lettera aperta da un lettore
Articolo pubblicato il 02-05-2016 alle ore 08:52:00
«Cerco notizie sui fascisti di Gattinara e dintorni» 3
Gianni Brugo

A proposito delle celebrazioni del 25 Aprile a Gattinara, da Gianni Brugo (lettore, stodioso e scrittore) riceviamo e pubblichiamo.

«A Gattinara, l’anniversario della liberazione è stato celebrato con un giorno di anticipo. Ho partecipato, come negli anni passati, alla commemorazione; questa volta, è stata preceduta da un corteo che, dalla chiesa, si è diretto verso il cimitero. C’era il sole ed un forte vento che ha animato le bandiere: rosse, quelle portate da Luigi Zanetta e il figlio, tricolori quelle degli alpini, bianca con il simbolo del Pd quella del consigliere comunale Giancarlo Cardani. Due i discorsi, il primo, brevissimo, pronunciato da sindaco Daniele Baglione: “Non ci sono stati né vincitori, né vinti, siamo qui a ricordare ragazzi che hanno dato la vita per i loro ideali”. Nessun applauso ed un senso di imbarazzo hanno seguito le sue parole. Franco Patriarca, presidente dell’Anpi locale, ha sciorinato una lunga conversazione celebrativa con la lettura del diario, ben scritto, di Aulo Formigoni, partigiano gattinarese, caduto nell'Ossola.

«Il corteo si è spostato presso la tomba del partigiano Luigi Poletti, dove Patriarca ha intonato “Bella ciao”. Mi è sembrato di essere tornato al secolo scorso, con il dolore di recenti ferite e due posizioni contrapposte. Con una differenza: non erano presenti gli attori di quelle vicende, in quanto tutti morti.

«Proprio su questo fatto voglio sviluppare alcune considerazioni ed una proposta. La semplificazione del racconto di quei tragici avvenimenti, a mio avviso, non è più accettabile. Sono in totale disaccordo con il sindaco sia da un punto di vista storico che filosofico, e mi spiego: ci sono stati vinti e vincitori. I fascisti i nazisti, i tedeschi hanno perso e gli americani, gli inglesi, i russi e i partigiani hanno vinto. Questa è una realtà storica che il revisionismo leghista non può negare. Siamo ancora succubi di basi militari americane presenti sul nostro territorio i cui soldati si possono permettere di uccidere impunemente nostri cittadini (vedi tragedia del Cermis) senza che il nostro Stato possa fare nulla. D’altra parte l’aspetto celebrativo dell’Anpi racconta solo un pezzo di quegli avvenimenti, visti con la lente dei vincitori.

«Anche da un punto di vista filosofico il secondo conflitto mondiale ci ha consegnato vinti e vincitori. E’ stato sconfitto Il dogmatismo spiritualistico di Giovanni Gentile che nell’opera “La Dottrina del fascismo” affermava che il fascismo è una concezione religiosa in cui l'uomo è veduto nel suo immanente rapporto con una legge superiore, con una volontà obiettiva che trascende l'individuo particolare e lo eleva a membro consapevole di una società spirituale. Hanno vinto le idee dell’illuminismo di libertà, uguaglianza e fratellanza che hanno animato la creazione degli Stati moderni occidentali come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America, compresa l’Italia con il Risorgimento e la sconfitta del potere temporale delVaticano. Detto questo, ritengo che la celebrazione dei vincitori abbia terminato il suo tempo. Non essendoci più i protagonisti di quella stagione, penso sia ora di guardare a quegli avvenimenti con la lente scientifica della storia, soprattutto a livello locale. Ultimamente ho studiato i fatti della Valsesia nel periodo che va dall’inizio del primo conflitto mondiale alla Liberazione ed ho scoperto molti episodi inediti che, a mio avviso, meritano di essere raccontati. Io l’ho fatto con il romanzo “All’osteria del pelo rosso”.

«Dei partigiani conosciamo molti fatti, dei fascisti molti meno. Propongo quindi a chi vuole approfondire un elemento così importante delle nostre radici di scandagliare gli archivi comunali, parrocchiali, privati, di raccogliere testimonianze e documenti per rispondere alle domande: chi erano i fascisti di Gattinara? Chi sono stati i podestà del ventennio? Quali ideali li animavano e quali interessi economici erano stati la motivazione della loro ascesa al potere? Si possono fare altre domande ancora, sempre alla ricerca della verità. Chiunque voglia partecipare a questo progetto, si faccia avanti».

Gianni Brugo

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