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«Chi controllerà la discarica di Lozzolo?» I dubbi dell'esperta

Intervento della dottoressa Silvia Chersich
Articolo pubblicato il 08-11-2016 alle ore 15:53:50
«Chi controllerà la discarica di Lozzolo?» I dubbi dell'esperta 3
L'area delle cave di Lozzolo

Sul progetto di riqualificazione dell’area cave di Lozzolo interviene Silvia Chersich, che da anni si dedica al territorio con importanti studi Anche lei ha preso parte all’incontro organizzato a Lozzolo e spiega: «Il 20 ottobre la ditta Ulisse 2007 ha presentato il progetto in Provincia di Vercelli e la ditta RM una variante al piano di scavo della miniera che interessa tre comuni: Lozzolo, Roasio e Villa del Bosco. La discarica verrà realizzata su un’area di 40.000 metri quadrati, con un riempimento di 485.000 metri cubi e colmando in tre lotti separati 25 metri di profondità, risultando così sopra di 2-3 metri dal piano di campagna. La superficie verrà impermeabilizzata sia sotto che sopra (dove verrà ricoperta da un metro di terra) e ci sarà un sistema di drenaggio delle acque interne e delle acque esterne che verranno convogliate nel rio Ricocco».


E aggiunge ancora: «Secondo il decreto ministeriale 27/9 del 2010 con aggiornamenti del 2015, nella discarica verranno conferiti inerti con deroga, Il gestore si auto-controllerà con analisi dei rifiuti conferiti e sarà sottoposto a controlli da parte dell’Arpa. Si prevede che la discarica rimanga attiva per almeno 10 anni, in seguito alla chiusura seguirà una fideiussione di 30 anni al termine della quale l’area avrà acquisito una destinazione d’uso agricola secondo quanto richiesto dal piano regolatore».


Quest’ultima affermazione ha lasciato i presenti increduli. Riprende ancora la dottoressa Chersich: «La popolazione ha mostrato di essere molto prevenuta, non va dimenticato che nei Comuni limitrofi, come Roasio, proprio una discarica, che doveva essere stata realizzata “a regola d’arte”, ha causato ingenti danni ambientali. Molti i dubbi sollevati. Se tempi e modalità non sono state ora rispettate, come ci si può fidare che verranno rispettate in futuro? I teli impermeabilizzanti quindi saranno eterni? Chi verificherà il rispetto della qualità ambientale se ad oggi nelle miniere di Lozzolo (di diverse società) non si è mai visto alcun intervento di ripristino e i cittadini subiscono i danni dell’attività con polveri sottili che si disperdono anche solo al passaggio dei camion cariche di minerale? I cittadini dubitano che il materiale estratto, dopo tanti anni possa ancora classificarsi come materiale di miniera, ma chi sta facendo i controlli?».


Chersich spera che qualcuno intervenga: «L’amministrazione ha dichiarato che il progetto è consultabile per intero, assieme al precedente piano di recupero della cava, in Comune e sul sito internet. Ci sono solo 60 giorni di tempo per produrre, da parte dei cittadini, osservazioni sul progetto. Non essendoci “esperti in materia” ci si augura che qualche esperto volontario ambientalista o associazione o comitato o giornalista prendano a cuore la situazione e possano suggerire osservazioni valide alla Provincia».

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