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Coggiola e Pray, l'obiettivo è la fusione

Critica la minoranza
Articolo pubblicato il 30-11-2016 alle ore 17:50:08
Coggiola e Pray, l'obiettivo è la fusione 2
I sindaci di Pray e Coggiola

Già da qualche tempo i Comuni di Coggiola e Pray si scambiano i funzionari, cercando sinergie tra gli uffici che hanno le stesse competenze. Non che manchino anche i problemi, ma la rotta resta quella della sempre più stretta collaborazione. Tanto che in consiglio comunale il sindaco coggiolese Gianluca Foglia Barbisin non ha nascosto che si stanno facendo prove per una futura fusione: cioè, creare un unico paese.

Giovedì sera all’ordine del giorno della seduta consiliare c’erano una serie di convenzioni da approvare tra i due Comuni. La collaborazione è a tutto campo: ufficio segreteria e servizi demografici, cantonieri, ufficio tecnico e in teoria anche per quanto riguarda il vigile urbano che però manca in entrambi gli enti. «Sono state rinnovate una serie di convenzioni - ha spiegato il sindaco - cercando di andare a migliorare alcuni aspetti. Ormai il personale è merce rara nei piccoli Comuni ed è logico che si cerca di fare squadra. Cerchiamo di mantenere i servizi anche nei periodi di festa o vacanza». 

I cantonieri si alternano tra Coggiola e Pray, stesso discorso per il servizio segreteria, e anche i due geometri di Pray salgono a Coggiola per espletare le pratiche.  «Diciamo - ha ammesso il primo cittadino - che stiamo avviando un percorso di fusione, una strada ancora lunga e in divenire che sarà portata avanti se ci sarà l’appoggio da parte della popolazione».
Si inizia con una collaborazione proprio per capire dove si può arrivare. «E’ logico che unendo le forze si riescono anche a risparmiare risorse», ha sottolineato Foglia Barbisin.

Critica l’opposizione invece sulla organizzazione del servizio in convenzione tra i due Comuni. «Gli orari di apertura al pubblico sono scomodi - è intervenuta in consiglio Laura Speranza -. Servirebbe poi una maggiore presenza dei cantonieri sul nostro territorio visto che le strade non sono così curate».

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