Notizia Oggi

Stampa Home

Coggiolese ucciso in Liguria, il caso si chiude senza un colpevole

Polizia e carabinieri sul luogo del delitto nel dicembre del 2012
Articolo pubblicato il 12-11-2017 alle ore 11:10:30
 Coggiolese ucciso in Liguria, il caso si chiude senza un colpevole
 1
Coggiolese ucciso in Liguria, il caso si chiude senza un colpevole 1

Il caso del coggiolese Giovanni Vassallo, il 68enne che venne trovato morto carbonizzato nel dicembre del 2012 in Liguria, è stato archiviato. Il gip del tribunale di Savona ha infatti accolto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore. Il fascicolo era stato aperto sempre a carico di ignoti. Nonostante l’efferato delitto però nessuno è riuscito a fornire una pista utile alle indagini.

Sono passati ormai cinque anni dalla tragedia. Era il 3 dicembre del 2012 quando l’uomo venne trovato carbonizzato nell’incendio che divampò nella casa di Andora, nel Savonese, dove si era trasferito da tempo. In questi anni le indagini sono andate avanti, ma nessuna pista ha dato l’esito sperato. A fine 2015 venne presentata la richiesta di archiviazione che è stata finalmente accolta.

Sin da subito si era capito che l’indagine sarebbe stata complessa. Le ricerche delle tracce dell’assassino erano rese difficili soprattutto a causa dell’incendio divampato nell’appartamento carbonizzando il corpo della vittima. La procura di Savona aveva cercato ogni traccia per trovare il colpevole interrogando i vicini di casa con i quali non c'era un grande rapporto, visionando le telecamere della strada che porta all'immobile, facendo intervenire anche i Ris per raccogliere tracce dell'assassino. Si sperò di avere qualche sorpresa dai tubi di scarico, magari il Dna dell’assassino che avrebbe potuto lavarsi dopo l’omicidio ma non arrivarono risultati. Dall’autopsia eseguita dal medico legale venne accertato che l’uomo era stato colpito in modo violento con un corpo contundente all’altezza dell’orecchio sinistro. Si pensò che l’arma del delitto fosse una ascia, ritrovata in casa forse per spaccare la legna con cui accendere il camino. Lesioni vennero rinvenute anche negli organi vitali. L'omicida deve essere fuggito da una scaletta che dà dietro la casa e che porta direttamente in un parcheggio, una zona non coperta da alcuna telecamera.

Con l’archiviazione rischia di rimanere un omicidio irrisolto, dove neppure la scienza ha saputo dare una pista utile agli inquirenti. 

Attualità

Cronaca

Politica

Economia e Lavoro

Sport

Cultura e Spettacolo

Eventi e Manifestazioni

Sanità e salute

Lettere

Lettere

per non dimenticare Don Cesare Boschin vittima della malavita

per non dimenticare Don Cesare Boschin vittima della malavita
Lettera del 14-12-2016

Buongiorno, sono una nipote di Don Cesare Boschin. Mi chiamo Isabella Formica. Lo zio è morto per mano della malavita. Ha difeso sempre i suoi parrocchiani...

ringraziamenti per Hospice di Gattinara

ringraziamenti per Hospice di Gattinara
Lettera del 30-08-2016

Gent. Direttore, il mio papà, Mario Beneduce, è mancato, a causa di un brutto tumore, il giorno 29 agosto scorso. Attraverso il Suo stimato giornale...