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I dubbi dei sindaci di Crevacuore, Caprile e Portula

Comune unico della Valsessera, l'idea non convince

"Non è questione di poltrone ma di territorio e di conti"
Articolo pubblicato il 21-01-2016 alle ore 14:12:06
Comune unico della Valsessera, l'idea non convince 3
Il municipio di Portula

Il Comune unico della Valsessera non convince. L’idea di costituire un unico ente da Portula fino a Crevacuore, con la partecipazione anche di Trivero, per ora non fa breccia tra gli amministratori. Non è una questione di poltrone, quanto di conti e di territorio.

Contrario all’idea del Comune unico il sindaco di Crevacuore, Massimo Toso, per il quale "gli effetti positivi si noteranno all’inizio, ma a lungo andare la situazione tornerà a essere quella attuale". A conti fatti si potrebbe arrivare ad avere un territorio con circa 7mila abitanti: un numero contenuto ma un’estensione notevole. "Già adesso le frazioni si lamentano di essere trascurate rispetto al centro - sottolinea Toso -, figuriamoci con un Comune più grosso”.

Non è convinto neppure il primo cittadino di Caprile, Massimo Paganini, che da amministratore valuta l’opportunità, ma da cittadino si pone alcune domande. "E’ chiaro che i benefici fiscali per i primi cinque o dieci anni ci saranno - dice -, ma poi cosa capiterà? Il rischio è di tornare alla situazione attuale, anche perchè amministrare un territorio così diversificato sarà difficile. E’ logico che il Governo cerchi di portare sulla strada delle fusioni". Paganini ricorda, in merito, il caso delle Comunità montane: “Ci hanno fatto accorpare tre enti con la promessa di fondi, in realtà la nuova Unione fatica a stare in piedi". E cita pure il Comune di Mosso accorpato a Pistolesa anni fa: "alla fine ha gli stessi problemi di tutti, tra bilancio e patto di stabilità”.

Storce il naso anche il primo cittadino di Portula. Non un "no" a priori ma tante riserve dettate dall'esperienza:"Pensiamo solo alle convenzioni per gli uffici tecnici - puntualizza Fabrizio Calcia Ros -: il risultato è stato il caos. Non so cosa potrebbe capitare con un Comune unico. E’ giusto dialogare, confrontarsi e sentire. La questione dei soldi fa gola, però bisogna vedere se è solo uno specchietto per le allodole e poi alla fine si torna al punto di partenza”.

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