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Dal telaio alla Grande Guerra, una mostra alla Fabbrica della ruota

Inaugurazione il 3 luglio
Articolo pubblicato il 23-06-2016 alle ore 10:18:38
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Il 3 luglio alle ore 18 verrà inaugurata alla “Fabbrica della ruota” la mostra "Grigoverde, dal telaio alla trincea: le fabbriche biellesi nella Grande Guerra". Resterà aperta fino al 25 settembre.

 Il Biellese ha contribuito allo sforzo bellico nazionale non solo offrendo migliaia di uomini e di vite, ma anche producendo gran parte del tessuto con cui furono confezionati l’abbigliamento e l’equipaggiamento del Regio Esercito Italiano. La mostra è il frutto di una ricerca mirata sulle commesse di panno militare che i lanifici biellesi ricevettero ed evasero non senza difficoltà logistiche e in un contesto socio-economico difficile, tra senso del dovere di lavoratori e imprenditori e cospicue opportunità finanziarie. Il Biellese tessile centuplicò letteralmente la sua capacità produttiva per far fronte alle sempre più pressanti necessità di approvvigionamento imposte dal Governo, tra l’impegno dell’Associazione dell’Industria Laniera Italiana, il ruolo dell’Opificio Militare Laniero e le aziende grandi e piccole che hanno fatto la storia del Biellese.

 Il racconto di quella esperienza è sviluppato in un percorso che include anche la lunga tradizione delle forniture militari biellesi, dalle lance fabbricate in Valsessera nel XV secolo alle “camicie rosse” garibaldine, senza contare che i biellesi, durante la Grande Guerra, realizzarono anche proiettili e altri manufatti bellici. Inoltre non mancano i “pezzi” originali prestati da numerosi enti e privati, tra cui le divise originali del Museo Nazionale Storico degli Alpini di Trento, con campionari tessili e tessuti d’epoca, macchinari in grigio-verde e testimonianze inedite.

 

Nella mostra è riservato uno spazio anche a Giuseppe Ubertini (1859-1916), figura unica nella storia del Biellese. Pressoché sconosciuta al grande pubblico, la sua biografia è degna di un romanzo o di una fiction: seguace della dottrina mazziniana, fervente anticlericale (anzi custode dell’eresia dolciniana in chiave socialista), anima e pubblicista de “Il Corriere Biellese”, fu anche industriale tessile dalle alterne fortune nella valle del Ponzone fino allo scoppio della Grande Guerra. Partito volontario a 56 anni, di quella esperienza straordinaria e tragica, che lo portò alla morte per tifo nell’ospedale di Fonzaso il 3 ottobre del 1916, lo stesso sottotenente Ubertini ha tramandato una testimonianza speciale nel suo diario di guerra.

 

La mostra è curata da Danilo Craveia ed è organizzata in collaborazione con vari enti, fondazioni, oltre che con associazioni d’arma.

 

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