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Discarica di Ghemme: per i 5 Stelle troppi lati ancora oscuri

L'analisi dopo l'assemblea dei sindaci
Articolo pubblicato il 08-02-2017 alle ore 08:01:55
La discarica di Ghemme
La discarica di Ghemme

I rappresentanti dei 5 Stelle Crippa, Andrissi e Martelli hanno  assistito alla presentazione dello studio epidemiologico sulla discarica di Ghemme all’assemblea dei Sindaci del Consorzio Medio novarese. Sulla questione però sollevano diverse perplessità. Questa la loro posizione: 

«Uno studio che, lo anticipiamo, sottoporremo all'analisi approfondita di alcuni esperti del settore, ma che così su due piedi lascia aperti diversi interrogativi, alcuni dei quali ripresi anche dagli stessi sindaci durante la discussione successiva alla presentazione. Come mai sono stati rilevati solo i casi di decessi dato che negli ultimi anni è stato rilevato un’aumento delle diffusione delle leucemie? Non sarebbe il caso di estendere lo studio anche ai casi di malattia accertata? Dato che sono state individuate come fonti inquinanti la discarica e l’autostrada (mediante aerodispersione), perchè non è stata fatta una modellizzazione delle ricadute al suolo di tali inquinanti sulla base dei venti prevalenti? Alla luce dell’esiguo numero di casi riscontrati e analizzati che porta spesso il dato statistico ad essere falsato, come mai non sono stati reperite ben 64 schede relative a soggetti deceduti nella zona analizzata?
 Sempre riferendosi all'aumento riscontrato di casi di leucemia, i dati del monitoraggio di acqua e aria di ARPA e ASL pare segnalino valori anomali di benzene, inquinante che potrebbe essere legato proprio ai casi di tumori alle cellule del sangue. Il monitoraggio di tali inquinanti però è stato interrotto, così come è di fatto ferma la bonifica della cosiddetta "area vasta". Ci chiediamo quindi, la Regione si sta muovendo? In :quale direzione? A queste domande poi non può che aggiungersi la nostra sorpresa venendo a sapere di come durante l'assemblea dei sindaci la distanza delle prime abitazioni viene indicata a 1800 metri di distanza dalla discarica, mentre durante il tavolo in prefettura la mattina ARPA ha segnalato la necessità di fare monitoraggio biogas alla cascina a 1200 metri. A quale distanza quindi si può riscontrare un reale pericolo per la popolazione? Passando poi alle criticità "reali", è di ieri la notizia secondo cui il Consorzio Medio novarese sarebbe impossibilitato a portare a termine le operazioni di messa in sicurezza della discarica per quanto riguarda l'accumulo di biogas in quanto il custode giuridico (DANECO) non apre il cancelli della discarica. Una situazione potenzialmente pericolosissima, se si considera anche solo il caso della cascina esplosa nel 1995 a Masserano (Biella).
Insomma, la situazione è quanto mai lontana dal trovare una soluzione.
Due cose però possiamo dire certe:
 
1) il 23 dicembre 2016 si è tenuta presso la sede della Provincia di Novara una conferenza stampa con lo scopo di (citiamo la convocazione) "presentare i dati dello studio epidemiologico relativo alla discarica di Ghemme e alle zone circostanti, dati che confermano ufficialmente un contesto sottocontrollo e privo di elementi allarmistici". Ebbene, considerando che da questa fase dello studio (ne seguirà una terza e ultima) nascono le domande già scritte e una buona dose di preoccupazione visto l'aumento di leucemie e altre patologie, come si può definire la zona limitrofa al sito della Solaria come "contesto sottocontrollo"? Dovremmo forse interpretarlo come l'ennesimo maldestro e irresponsabile tentativo delle istituzioni in generale (e della Provincia in particolare) di distogliere l'attenzione dei cittadini dalle reali problematiche di Ghemme? 
 
2)  il Consorzio Basso novarese, con una sua recente comunicazione, non si è detta disponibile a partecipare alle spese di gestione "post mortem" della discarica di Ghemme (nonostante negli anni abbia fatto confluire nel sito propri rifiuti), nonostante i rincari sulle tasse dei rifiuti per i comuni del Consorzio medio per il 2018 prospettati durante l'assemblea dei sindaci di ieri difficilmente si riusciranno a trovare le risorse necessarie per chiudere definitivamente la questione.
 
Un volta di più quindi, invitiamo tutti i rappresentanti di ogni livello e di ogni colore politico a fare ogni cosa in proprio potere al fine di permettere alla Discarica di Ghemme di rientrare fra i Siti di Interesse regionale al fine di far gestire la bonifica di questa potenziale bomba ecologica direttamente alla Regione Piemonte."

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