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Fabio Buonanno: grazie a tutti per l'affetto, ora ci sentiamo meno soli

Alla mamma ho detto: sii contenta del figlio che hai cresciuto
Articolo pubblicato il 18-06-2016 alle ore 19:56:11
Fabio Buonanno: grazie a tutti per l'affetto, ora ci sentiamo meno soli 3
Fabio Buonanno con la mamma e la sorella

«Una partecipazione del genere non me la immaginavo, come famiglia ci sentiamo meno soli in questo momento di dolore grazie a tutta la gente che in questi giorni ha voluto ricordare Gianluca». Fabio Buonanno è il fratello maggiore dell’europarlamentare Gianluca Buonanno, morto domenica scorsa in un tragico incidente stradale. Da anni si è trasferito a Verona, seguiva la carriera politica e amministrativa del fratello più giovane, ma mai si sarebbe aspettato una tale testimonianza di affetto da parte della Valsesia.

Migliaia di persone hanno infatti voluto portare l’ultimo saluto nei giorni scorsi al “condottiero della Valsesia”, come l’hanno definito in molti. «Non immaginavo di vedere una tale testimonianza di affetto - racconta -. Non pensavo che gli volessero così tanto bene, c’è gente che ha fatto anche molta strada per dargli l’ultimo saluto, ci sono persone che sono rimaste in coda per un’ora pur di salutarlo. In un momento così difficile e doloroso è stato comunque commovente e bello allo stesso tempo vedere così tante persone, tutte presenti per lui. Ho visto gente piangerlo, applaudirlo. In questi giorni abbiamo davvero toccato con mano quello che era Gianluca e quello che ha fatto». 

Nonostante le distanze il sindaco di Borgosesia manteneva uno stretto legame con i suoi fratelli. «Io abito a Verona - riprende -, mia sorella a Dubai. Tra distanze e impegni riuscivamo a incontrarci tre o quattro volte all’anno, ma era sempre bello ritrovarsi. Ovviamente ci sentivamo, poi su Internet e sui giornali era facile seguire la sua vita amministrativa. Nel cuore e nella mente rimangono indelebili i ricordi di un fratello con quale ho sempre avuto un ottimo rapporto».

E Fabio Buonanno apre la scatola dei ricordi. «Abbiamo qualche anno di differenza, io sono il maggiore  - racconta -. Tra i tanti aneddoti ricordo che da piccolo anche Gianluca era tifoso interista, poi un giorno ha cambiato idea ed è stata “colpa” mia. Eravamo bambini e si giocava, un giorno lo legai al letto della sua stanza. Lo lasciai lì per un paio d’ore. Quando tornai era davvero arrabbiato e mi disse: “Da adesso sono juventino”. Giusto per darmi contro. E da lì è nata la sua passione per i colori bianconeri».

Dentro rimane il vuoto: «Come famiglia non possiamo che ringraziare per le tante testimonianze di affetto ricevute in questi giorni difficili. Vedere così tante persone che lo ricordano e che gli volevamo bene rende il dolore un po’ meno pesante da sopportare. A mia mamma l’ho detto: “Sii contenta del figlio che hai avuto e hai cresciuto”. Adesso dobbiamo stare vicino a mamma Lina. Gianluca ha lasciato un segno, quello che ha fatto è stato apprezzato da molte persone, ed è stato evidente in questi giorni di dolore e di adii. Purtroppo il vuoto dentro di noi e di tante persone è davvero tanto».

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