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Fermo il cantiere Lauro in Val d’Aosta, firmati 34 licenziamenti

Si è concluso il periodo di cassa integrazione
Articolo pubblicato il 01-06-2016 alle ore 15:32:29
Fermo il cantiere Lauro in Val d’Aosta, firmati 34 licenziamenti 2
Foto d'archivio

Sono stati licenziati venerdì, e altri molto probabilmente lo saranno nel giro di un paio di settimane, i dipendenti della Lauro impegnati nel cantiere per la realizzazione della variante sulla strada statale 27 del Gran San Bernardo, in provincia di Aosta. I lavori erano fermi ormai da mesi e i dipendenti dell’azienda borgosesiana, che si era aggiudicata il cantiere, stavano usufruendo della cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale si è però esaurito e alla Lauro non è rimasto altro da fare se non lasciare a casa gli operai. Lo stop al cantiere è arrivato in seguito alla mancanza di accordo tra Lauro e Anas su alcuni aspetti del progetto. 

Nello specifico, i dipendenti dell’azienda borgosesiana erano impegnati con la costruzione di una galleria tra i Comuni di Etroubles e Saint-Oyen, che era ormai quasi conclusa. Dei tre chilometri previsti mancavano ormai solo 800 metri.
Venerdì i sindacati e le ditte Lauro e G.S. Bernardo hanno firmato l’accordo per il licenziamento di 34 persone, praticamente di tutti coloro ancora impegnati nel cantiere. Al lavoro c’è più solo una persona, che si occupa perlopiù del corretto smaltimento delle acque. I lavoratori possono comunque ancora sperare di tornare all’opera: il cantiere potrebbe riprendere nei prossimi mesi, verosimilmente nella primavera del 2017.
I sindacalisti della Uil, che hanno seguito tutta l’evoluzione della vicenda, hanno prolungato il diritto degli operai di essere chiamati per primi quando il cantiere ripartirà: la legge prevede sei mesi, l’accordo sindacale ha fatto salire il periodo a un anno.


Al momento la galleria è sottoposta a carotaggi, che si dovrebbero concludere tra settembre e ottobre, ma è improbabile che a 1.300 metri si possa ricominciare a lavorare in autunno, oltretutto con le vacanze di Natale in vista. E’ molto più facile che la riapertura sia rimandata alla prossima primavera, comunque entro i termini previsti dall’accordo al momento del licenziamento. Negli scorsi mesi i dipendenti erano stati messi in cassa integrazione in più tranche, qualcuno sotto le vacanze di Natale, altri a marzo, quando si sono completamente fermati anche gli interventi per la messa in sicurezza e per i sondaggi del terreno. Preoccupati dalla situazione, gli operai avevano chiesto rassicurazione anche alla Regione Valle d’Aosta sul fatto che l’opera sarebbe stata portata a termine, ma l’ente regionale ha risposto che non era argomento di propria competenza, ma dell’Anas. E sono stati proprio alcuni punti di rottura tra Anas e Lauro a portare al (si spera) momentaneo stop del cantiere. L’appalto resterà a ogni modo in mano alla ditta borgosesiana.

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