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GALLERY: Terzo furto sacrilego al santuario di Valmaggia

Sfondato il muro della sacrestia
Articolo pubblicato il 17-09-2017 alle ore 15:48:25
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L'altare dopo il furto

Furto ai danni dell’antico santuario dell’Unipiano a Valmaggia di Varallo. Il fatto increscioso risale a qualche settimana fa ma resta difficile per l’anziano parroco del luogo, don Luigi Pozzi, che nonostante i suoi 87 anni prosegue con energia e tenacia il suo compito di guida spirituale delle comunità di Vocca, Morca e Valmaggia, e per molti fedeli devoti alla Madonna Addolorata a cui è intitolato il luogo di culto, dimenticare quanto è successo. E’ il terzo furto negli ultimi decenni a essere messo a segno nel santuario dell’Unipiano: la sua pozione isolata (l’edificio è raggiungibile in 20 minuti di cammino dalla frazione di Valmaggia ed è posto su un altopiano a picco sulla statale che da Varallo porta ad Alagna), ha permesso ai ladri di agire indisturbati. E i danni e il bottino sono stati ingenti: «E’ stato preso di mira l’altare - racconta desolato don Luigi -: sono state trafugate le colonne tortili indorate risalenti al Seicento che affiancavano le statue dei santi e, nella parte alta dell’altare, i simboli dell’Addolorata. I ladri sapevano bene cosa portare via. Spiace che abbiano preso anche le antiche tovaglie ricamate con il puncetto per avvolgere quanto trafugato e trasportarlo. Hanno rubato persino le collanine d’oro che i fedeli avevano appeso in segno di devozione al collo della statua della Madonna che si trova accanto all’altare».

Per entrare in chiesa, visto che il portone e le finestre della facciata hanno retto, i malviventi hanno sfondato parte del muro della sacrestia: hanno praticato un buco sotto la finestra che è protetta da un’inferriata. E’ probabile che per riuscire nel loro intento abbiamo utilizzato come ariete il tronco di una betulla, che poi hanno lasciato a terra all’esterno della chiesa.
«Sicuramente ad agire è stato un gruppo di persone - prosegue il sacerdote - munito anche di attrezzi, perché alcuni li hanno abbandonati in chiesa. E’ probabile che sia stato un furto su commissione perché sapevano perfettamente cosa rubare, gli oggetti più antichi e preziosi».
Tra questi, ma deve essere ancora accertato, alcuni dei numerosi ex voto che tappezzano le pareti dell’edificio. «Ad attirare l’interesse dei ladri devono essere state le antiche cornici», sottolinea don Luigi.



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