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Il caso

Gattinara deve restituire 2,8 milioni per l'area industriale

Il sindaco Baglione: «Impensabile, subito un incontro con i Comuni»
Articolo pubblicato il 31-07-2016 alle ore 16:28:17
Foto di repertorio
Foto di repertorio

«Non si può pensare che il presente risponda per il passato. E poi questi soldi non ci sono». Per questo il sindaco di Gattinara, Daniele Baglione fa melina alla richiesta della Regione di avere indietro 2,8 milioni di euro, cioè quanto erogato per la mai compiuta area industriale. Un problema, quello di restituire i finanziamenti, che non tocca solo Gattinara, ma, per restare in zona, anche Borgosesia, Arborio e Ghemme. In totale la cifra erogata dalla Regione per tutte le aree industriali è stata di 48milioni 282mila e 224 euro. I Comuni piemontesi sono riusciti a restituirne appena 19milioni e 105mila 849.
«Ovvio che sia un problema non da poco per l’ente - afferma Baglione - ma ai tempi si pensava ad uno sviluppo, spesso senza peraltro una reale programmazione, che poi non c’è stato. Ma è altrettanto ovvio che i Comuni adesso non possono risponderne. Occorre fare il punto della situazione con i sindaci della Provincia di Vercelli coinvolti e presentare un’istanza alla Regione. E’ evidente che nessun Comune può sostenere cifre di questo tipo ed è importante, ora più che mai, fare fronte comune».
L’area Pip di Gattinara è sorta circa 16 anni fa su una superficie totale di 80mila metri quadrati;  ne sono stati venduti solo 65mila, suddivisi in tre lotti.
Entro la fine dell’anno i sindaci con aree industriali vuote dovranno presentare alla Regione un piano di rientro, che dovrebbe esaurire il debito in 10, 15 anni. «Viste le cifre è assolutamente improponibile, non si possono tirare fuori adesso questioni di 20 anni fa, il mondo è cambiato nel frattempo». Però anche l’ente pubblico ha tirato fuori soldi per progetti vincolati ad un rientro. Negli anni Novanta la Regione, in base ad una legge approvata qualche anno prima, forniva ai Comuni, o ad agenzie partecipate che lo gestissero per loro conto, un prestito fino all’80% (al 100% in caso di consorzi e Comunità montane) con cui acquistare terreni di aree giudicate ideali per un insediamento industriale e urbanizzarli, in modo da venderli poi a imprese e con il ricavato restituire il prestito.
«Ovviamente bisognerà trovare una soluzione. La cosa più semplice sarebbe quella di girare i soldi alla Regione nel momento in cui si vende un lotto (cosa peraltro già prevista dalla Regione, ndr.). Nel nostro caso se dovesse arrivare il ponte della Pedemontana qualche attività nuova potrebbe arrivare. E’ però difficile, per non dire impossibile, trovare 30 aziende che si prendano 60mila metri quadrati. Trovare una soluzione condivisa è nell’interesse di tutti».
La situazione dell’area Pip era stata più volte posta all’attenzione degli amministratori gattinaresi dalla minoranza consigliare. «Nel 2010 purtroppo ci siamo ritrovati con una situazione che dipendeva da scelte effettuate dalle passate amministrazioni, per la quale ben poco si poteva fare».

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