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Gattinara, Fabrizio prova il Tor de Geants, la gara più dura del mondo

Anche il fratello Daniele Rabaglio è stato estratto, ma ha dovuto rinunciare
Articolo pubblicato il 15-05-2017 alle ore 13:05:04
Gattinara, Fabrizio prova il Tor de Geants, la gara più dura del mondo 1
Gattinara, Fabrizio prova il Tor de Geants, la gara più dura del mondo 1

Il gattinarese Fabrizio Rabaglio, ingegnere 41enne, parteciperà al Tor de Geants, la durissima competizione che si terrà dal 10 al 17 settembre in Val d’Aosta, con partenza da Courmayeur e arrivo allo stesso poso posto, dopo 340 chilometri lungo le creste di montagna e 30mila metri circa di dislivello. «E’ la prima volta che partecipo a questa gara – dice Rabaglio -; l’anno scorso ci aveva tentato mio fratello, Daniele, che ha fatto 220 chilometri ma non è riuscito a finirla. Corro da 15 anni in montagna, la maggior parte per gare che non superano i 40 chilometri. L’anno scorso ho provato a fare la gara del Lago d’Orta di 90 chilometri, con 6mila metri di dislivello. Sono andato a vedere una notte in montagna la corsa, in un rifugio, per assistere al passaggio dei corridori, è stato davvero affascinante.. E’ una dimensione a parte».

Così dal 10 al 17 settembre Rabaglio avrà 150 ore di tempo per concludere il percorso. «La parte più dura – dice - non è tanto il chilometraggio, perché alla fine bisogna fare 50, 60 chilometri al giorno, ma i 5, 6mila metri di dislivello al giorno. Inoltre sarà difficile privarsi del sonno, si dormirà una media di quattro ore per notte, perdendo il ritmo giorno-notte». Lungo il tracciato di gara i partecipanti troveranno una cinquantina di rifugi dove ci si può fermare per due ore a mangiare e dormire; a questi si aggiungono sette “basi vita”, punti ristoro dove ci si può far massaggiare e dormire quanto si vuole, ovviamente sempre nel rispetto dei cancelli orari. «Bisogna abituarsi a mangiare poco – spiega il corridore gattinarese - e sarà fondamentale il meteo. Dopo metà gara si va avanti solo di volontà; chi l’ha fatta parla anche di allucinazioni, ci si addormenta mentre si cammina. Ma credo che con un po’ di allenamento, non sia una cosa estrema, magari non per tutti, ma non impossibile. Ci vuole molto tempo a prepararsi. Io ero abituato ad allenarmi poco, ma ora ho intensificato. Mi alleno una volta a settimana ma faccio tante ore. Ora, ad esempio, continuo a fare su e giù dal Monte Barone, Mottarone, Res di Varallo, cinque, sei volte di fila, in attesa che si liberino dalla neve i passi più altri, raggiungendo fino a 10 ore di allenamento».

Per quanto Rabaglio stia studiando le medie orarie che riesce a tenere, in realtà la tabella di marcia può cambiare in base al meteo, anche se si parte da un’idea di fondo delle tappe previste. Accedere al Tour de Geants non è così semplice: ci sono 2.100 pre iscritti, che partecipano poi a un sorteggio in base alle “quote Paese”. Agli italiani, ad esempio, sono riservati il 40% degli 800 pettorali disponibili a 650 euro. Anche il fratello Daniele Rabaglio è stato estratto, ma ha dovuto rinunciare perché non è riuscito a prepararsi in tempo.

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