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Gattinara, ospite del centro migranti beccato a spacciare marijuana

Si tratta di un giovane 20enne
Articolo pubblicato il 19-08-2017 alle ore 18:08:03
foto repertorio
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In manette un migrante ospite del centro di accoglienza di Gattinara. I carabinieri della stazione cittadini hanno arrestato nei giorni scorsi il giovane nigeriano mentre si trovava fuori dalla struttura, probabilmente in attesa di un cliente, dato che addosso aveva sei dosi dimarijuana.
 
F.A. ha 20 anni ed è arrivato dalla Nigeria. Anche lui, come buona parte degli oltre venti giovani richiedenti asilo africani che si trovano a Gattinara, di giorno prende la bicicletta e va in giro per la città, per poi tornare a dormire e consumare i pasti della giornata nell’ex palazzina del Sert dell’Asl di Vercelli, nella circonvallazione di viale Marconi, affittata alla cooperativa Anteo, affinchè possa ospitare anche a Gattinara i profughi. Da alcuni giorni i carabinieri di Gattinara lo tenevano sott’occhio. Nei giorni scorsi, al termine di un servizio di osservazione predisposto appositamente, i militari hanno fermato il nigeriano per un normale controllo, proseguito con una perquisizione personale, mentre il giovane si trovava nella stazione degli autobus, in piazza Mazzini, dove non è raro incontrare ospiti della struttura ex Sert. Il ragazzo aveva addosso 116 grammi di marijuana suddivisi in sei dosi, che sono stati sequestrati. Il nigeriano è stato arrestato e portato in carcere a Vercelli. A poche ore di distanze, proprio davanti al centro di accoglienza gattinarese, scene da saloon: alcuni migranti sono stati protagonisti di una scazzottata e di fughe sul marciapiede per una lite tra di loro.
 
Ormai né si scompone e né si stupisce il sindaco Daniele Baglione: «Era più che prevedibile – dice il primo cittadino - che se si aprono le porte a persone di cui non conosciamo il passato, vengono in Italia, stanno qui in media due anni, senza fare di fatto nulla, succedano queste cose. Perché anche tra di loro è evidente che, come ci sono i buoni, ci sono anche i cattivi. Il problema è capirlo sin dall’inizio. Trovo strano il fatto che questo ragazzo sia nigeriano, un Paese dove non mi risulta sia in corso una guerra civile. Noi accogliamo tutti, senza conoscerne la storia, e poi succedono queste cose. Forse stiamo sbagliando completamente tutto. A Gattinara fortunatamente non c’erano mai stati problemi di questo tipo, ma finchè apriamo le porte a gente che non conosciamo può succedere anche questo, come già succede normalmente con gli italiani».
 
Intanto i progetti di volontariato che vedevano i migranti coinvolti in lavori socialmente utili sono sfumati nel nulla: «Il problema è che c’è un fortissimo turn over. Qui ci sono persone che arrivano e dopo pochi giorni o settimane se ne vanno via, oppure ricevono il “no” dalla commissione allo status di rifugiato e quindi il foglio di via; non si riesce a iniziare un percorso di formazione e turnazione».

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