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Gattinara, il Comune vuole produrre energia con l'acqua. E ridurre le tesse

Obiettivo: diminuire le imposte
Articolo pubblicato il 20-08-2016 alle ore 08:27:33
Gattinara, il Comune vuole produrre energia con l'acqua 3
Una roggia a Gattinara

Produrre energia elettrica utilizzando la forza dell’acqua e “rivendere” l’elettricità prodotta per ridurre le tasse ai cittadini. E’ l’ambizione del Comune di Gattinara, che ora pensa a riattivare le centraline idroelettriche per dare una svolta ecologica alla città del vino e ridurre il peso fiscale sui cittadini. «Vogliamo realizzare nuove centraline – dice il primo cittadino Daniele Baglione – per garantire una rendita costante per la comunità. Grazie agli introiti derivanti dalle centraline idroelettriche potremo gradualmente ridurre le tasse». Un’idea che non è campata per aria, tanto da essere inserita nei primi punti del programma elettorale, con cui Baglione ha rivinto le elezioni comunali a Gattinara.

L’idea nasce dalla sistemazione dei canali irrigui da parte del Consorzio Baraggia, che dovrebbe partire entro la fine dell’anno. «Nella convenzione del 2012 con il Consorzio – dice Baglione - ci eravamo riservati i diritti per lo sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua con l’idea di riattivare le nostre centraline; a questa idea ci stiamo lavorando già da un po’ di tempo, perché nel settore idroelettrico conviene ancora produrre energia, a differenza del fotovoltaico, in cui sono stati eliminati diversi benefit».

Il Comune di Gattinara non metterà mano a fondi propri (che non ha), ma pubblicherà un bando di interesse per chiedere ai privati di realizzare due o tre centraline, rilasciando parte degli introiti ai Comuni, grazie a calcoli specifici legati alla produzione di energia elettrica. Una formula di “project financing”, che vede una collaborazione tra pubblico e privato, molto simile a quanto sta avvenendo per la riqualificazione e il potenziamento del campo sportivo di San Bernardo che, grazie a risorse private, diventerà un centro sportivo pluridisciplinare. «Le strutture sono già esistenti, quindi non bisogna costruire nulla di nuovo – dice Baglione - ma non sono più attive. Non erano più utilizzate perché non ormai non erano più convenienti, ma con la sistemazione dei canali irrigui e il ripristino dei corsi d’acqua ora conviene di nuovo riattivarle; aumenteranno flussi d’acqua e potremo utilizzare la forza dell’acqua per produrre energia che, rivenduta, porterà benefici alle casse comunali. In questo modo potremo abbassare le tasse ai gattinaresi».

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