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Ghemme pagherà fino al 2047 l'area industriale che non esiste

Il finanziamento fu stanziato nel 2003, senza riuscire a vendere alcun lotto
Articolo pubblicato il 12-04-2017 alle ore 13:11:18
Ghemme pagherà fino al 2047 l'area industriale che non esiste 3
A Ghemme dell'area industriale c'è solo il cartello

Fino al 2047, dunque ci vorranno trent’anni per restituire alla Regione quasi mezzo milione di euro. È il progetto approvato dal consiglio comunale di Ghemme per potere ridare all’ente i 451.112 euro stanziati per la realizzazione del piano di insediamenti produttivi Topaldo. Il finanziamento fu stanziato nel 2003 e il comune trasferì il denaro alla ditta Saia mediante una convenzione, affinché attuasse e realizzasse il piano. Di fatto, il piano non andò in porto e non è stata venduta alcuna parte dell’area. Il comune di Ghemme è stato inserito fra i creditori cosiddetti “chirografari” di Saia per gli importi relativi alla restituzione del contributo regionale e all’attuazione delle opere di urbanizzazione del piano. Dopo un primo concordato l’amministrazione, non ritenendolo sufficiente, ha deciso di proseguire con un arbitrato.

«Abbiamo discrete possibilità che l’arbitrato abbia risvolto favorevole – ha spiegato il sindaco Davide Temporelli – però la Regione a dicembre ha inviato questa lettera, destinata a chi avesse pendenze verso l’ente con casi come quello di Ghemme». L’area Topaldo, ha sottolineato il sindaco, è di proprietà della stessa Saia. «Le aree sono in vendita. Ci sono e ci sono state persone interessate, ma a questo punto stanno aspettando di capire cosa succederà». L’offerta della Regione prevede un piano di restituzione trentennale a partire dal 2018, con 15.037 euro all’anno. «Ovviamente, se l’arbitrato andasse a buon fine, ci verrebbero restituiti i soldi – specifica il sindaco – , il concordato ci avrebbe garantito il 42% della somma e l’amministrazione, a tutela del Comune e dei funzionari, ha deciso di non accettare. Quello di andare in cerca dell’arbitrato è stato un passo ponderato, che dovevamo assolutamente fare. Al tempo stesso abbiamo però aderito a questa iniziativa della regione Piemonte: un polmone che ci permette di affrontare più serenamente l’attesa».

La consigliera di minoranza Maura Ferrari ha espresso parere critico sulla scelta di ricorrere all’arbitrato: «Questo arbitrato ci costa tantissimo – ha osservato – mi sembra uno spreco di soldi, avendo già una sentenza di concordato». Il capogruppo di “Insieme per Ghemme” Alfredo Corazza ha ribadito che il fallimento del progetto Topaldo non è riconducibile né al suo gruppo né all’amministrazione Temporelli, sottolineando però che l’amministrazione avrebbe potuto, a loro parere, impegnarsi di più per trovare degli acquirenti malgrado le difficoltà. Il piano di restituzione è stato approvato con il voto contrario di Ferrari, Corazza e Maria Rosa Giacomini e con l’astensione di Gianmario Rabaglioni.

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