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Ghemme, via a cinque anni di ''lacrime e sangue''

«Ma i sacrifici salveranno Ghemme»
Articolo pubblicato il 21-07-2016 alle ore 19:24:08
Ghemme, via a cinque anni di ''lacrime e sangue'' 2
Il municipio



Cinque anni di tempo per provare a raddrizzare la baracca. A Ghemme fino al 2020 la parola d’ordine sarà una sola: sacrifici. E a farli saranno chiamati un po’ tutti. Approvato mercoledì dal consiglio comunale il piano di riequilibrio finanziario, con il quale il Comune cercherà di sistemare i propri conti disastrati. «Questo piano è un atto doveroso di contenuto e motivazioni perlopiù tecniche – ha osservato il sindaco Davide Temporelli – che presenta una reale occasione di risanamento, anche se sacrifici importanti verranno chiesti all’ente e alla popolazione tutta».


Fra i provvedimenti previsti dal piano, che avrà durata di cinque anni (dal 2016 al 2020), la dismissione di parte del patrimonio immobiliare del Comune, l’innalzamento delle aliquote di Imu e Irpef, un taglio alla spesa, partito nel 2015, la revisione della spesa di gestione dei servizi a domanda individuale, la riduzione dei costi per il personale, l’utilizzo di entrate straordinarie legate ai tributi su provvedimenti già accertati e notificati e una spinta al recupero dell’evasione tributaria. «Il piano, ambizioso e realistico, può consentire di porre solide basi per tornare a investire nel futuro di Ghemme e dei ghemmesi» ha concluso il sindaco.


Critica parte della minoranza: il gruppo “Insieme per Ghemme”, con l’ex sindaco Alfredo Corazza e Maria Rosa Giacomini, ha scelto di rinunciare alla votazione. «Due giorni di tempo per analizzare un piano realizzato in 90 giorni non possono essere sufficienti per una seria disamina – hanno osservato – in considerazione della delicatezza dell’argomento e del suo peso per il paese».


Ha invece espresso voto negativo Maura Ferrari. La consigliera ha riconosciuto validità ad alcuni provvedimenti, come la dismissione di certi beni immobili, la ragione della politica di gestione dell’asilo nido in relazione a un decremento dell’utenza e quella in materia di impianti sportivi. Ha espresso invece posizione fortemente critica per quanto riguarda la cosiddetta “iniquità catastale” che ritiene riguardare vari immobili e per il giudizio espresso dall’amministrazione in merito alla lotta all’evasione tributaria condotta negli anni scorsi, definita “inadeguata”. I risultati di tale lotta, secondo Ferrari, non possono che peggiorare, alla luce della crescente crisi economica. «Siamo di fronte ad un documento vuoto che produrrà una conseguente linea di azione priva di elementi di carattere, di quegli elementi che nel gergo ormai abusato degli ambienti politico-economico-finanziari si sogliono definire “strutturali” – conclude - in altre parole, siamo di fronte ad un documento privo di spina dorsale».

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