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Ghemme, il Comune assicura: l'asilo nido non chiuderà

A garantirlo è il vicesindaco Piero Rossi
Articolo pubblicato il 29-07-2016 alle ore 18:41:17
Ghemne, il Comune assicura: l'asilo nido non chiuderà 3
Le mamme ghemmesi sono preoccupate per il futuro del nido

«L’asilo nido non chiuderà». Lo assicura il vice sindaco di Ghemme Piero Rossi al termine della riunione di lunedì tra amministratori pubblici (oltre a lui erano presenti il sindaco Davide Temporelli e il consigliere Franco Gioria) e la responsabile della cooperativa “La famiglia” di Biella che gestisce l’asilo per i più piccoli. L’incontro era stato convocato per discutere del futuro della struttura di via Rosmini. «La posizione dell’amministrazione – prosegue Rossi – è di mantenere aperto l’asilo nido e dunque di smentire con i fatti le insistenti voci di chiusura. Il servizio verrà razionalizzato secondo la presenza dei bambini iscritti e come imposto dalla legge, che fissa un rapporto medio numerico di una figura educativa per otto bambini e una ogni quattro lattanti. Con la cooperativa si farà in modo di coprire come da regolamento l’orario dalle 7,30 alle 18, con la presenza di due operatori al mattino e due al pomeriggio. Nell’incontro di lunedì si è specificato questo nuovo assetto, in considerazione pure del fatto che il Comune deve affrontare un piano di razionalizzazione e, al tempo stesso, cercare con tutte le sue forze di mantenere i servizi. Tre giorni fa sono uscite anche proposte di sostegno e noi come amministrazione faremo il possibile per poter recepire questa disponibilità. Il livello del servizio è stato giudicato eccellente da tutti – conclude il vice sindaco – e su questa base lavoriamo per il futuro».

Una certa preoccupazione è destata dalla situazione delle cinque educatrici attualmente in organico, di cui due sono comunali e tre lavorano per conto della cooperativa. «L’asilo nido può andare avanti con l’organico che ha – attacca il consigliere d’opposizione ed ex primo cittadino Alfredo Corazza – e invece le scelte della maggioranza rischiano di far perdere il lavoro ad alcune di loro. Il rapporto medio numerico educatore/bambino che la legge indica è quello minimo. Qui si tratta di scelte politiche tese a indebolire il welfare, non c’è alcun problema economico. Se così fosse basterebbe risparmiare sulle spese degli amministratori e sull’ammontare della responsabilità di servizio dei dipendenti».

E delle sorti dell’asilo nido “Rosetta Rossi”, che in passato ha beneficiato anche di finanziamenti regionali, si stanno naturalmente interessando le mamme ghemmesi, per iniziativa soprattutto di Barbara Fontana e Alessia Tara.
Ieri sera era infatti previsto un nuovo incontro tra i genitori e l’associazione “Noi del castello” per proporre idee.

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