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Ghemme, il tabaccaio Bonassi: «Ho in tasca 650 ricevute di pagamento bolli auto»

Botta e risposta con la società di riscossione
Articolo pubblicato il 29-11-2016 alle ore 19:39:00
Ghemme, il tabaccaio Bonassi: «Ho in tasca 650 ricevute di pagamento bolli auto» 3
Paolo Bonassi

Intervistato nuovamente in tivù, il tabaccaio di Ghemme Paolo Bonassi ha detto di aver prodotto circa 650 ricevute di pagamento di bolli auto dal 2009 al 2014 e di aver versato i soldi ricevuti dai clienti alla società a cui si era appoggiato per la riscossione. Altrimenti quelle ricevute non sarebbero state emesse dalla macchina utilizzata per l’operazione. Nei giorni scorsi alla tarsmissione "Mi manda Rai3" si è aggiunto un nuovo tassello alla vicenda che vede coinvolti loro malgrado quasi 500 cittadini, ai quali la Regione contesta il mancato pagamento di uno o più bolli auto. Bolli pagati, ma mai arrivati nelle casse a Torino.

Dove sono finiti i circa 300mila euro che mancano? La società di riscossione alla quale si appoggiava Bonassi sostiene che il tabaccaio aveva un contratto in cui non era prevista la possibilità di incassare i bolli auto, ma soltanto di effettuare ricariche telefoniche. In trasmissione, però, Bonassi ha mostrato un cedolino della ditta, nel quale il servizio di riscossione delle tasse automobilistiche era attivo. Insomma, è mistero fitto. Nello studio della Rai, a rappresentare i ghemmesi beffati, c’erano la giornalista Sabrina Marrano e Giancarla Tumiatti, che si era vista contestare addirittura sette bolli. «Alla fine di questa storia non vorrei che a pagare fossimo soltanto noi, che invece abbiamo fatto in pieno il nostro dovere. Perché dal 2010 a oggi la Regione non ci ha informati della revoca? Sul sito del Piemonte la tabaccheria Bonassi risulta ancora abilitata».

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