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Giorgio Rondi dal clarinetto alla bici

Una passione nata 25 anni fa
Articolo pubblicato il 08-09-2016 alle ore 21:33:30
Giorgio Rondi dal clarinetto alla bici 2
Giorgio Rondi

A Romagnano lo conoscono perlopiù come vicepresidente e clarinettista della Banda Musicale Cittadina, ma Giorgio Rondi è anche un grande appassionato di ciclismo. Sono 25 anni che pedala e da 15 è tesserato per l’Asd Agrate Conturbia. Recentemente ha partecipato per la prima volta alla “1001 miglia”, una delle più importanti randonnée d’Europa insieme alla Parigi-Brest-Parigi e alla Londra-Edimburgo-Londra.

Quasi 400 i partecipanti, giunti da tutti i continenti per scoprire in sella alla bicicletta alcuni angoli del belpaese, con passaggi in Lombardia, Emilia Romagna, due volte Toscana, Umbria, Lazio, Liguria e Piemonte. «E’ davvero impegnativa – osserva Rondi, 46enne di professione bancario –, ma alla fine resta la consapevolezza di aver vissuto un’avventura stupenda. Sono partito da Nerviano il 16 agosto alle 20,30 e dopo soltanto 90 km, a Fombio, mi si è squarciato un copertone. Stavo per ritirarmi e invece grazie a un cicloamatore del posto che si è prodigato a portarmene uno sostitutivo, ce l’ho fatta a ripartire. Probabilmente questo infortunio mi ha impedito un piazzamento più importante, ma non tutto il male vien per nuocere».

Rondi ha distribuito gli oltre 1600 km della competizione in quattro tappe giornaliere, con soste in Toscana a Dicomano, San Quirico d’Orcia e Aulla: «Mi sono accorto del risvolto positivo della foratura iniziale soprattutto nella seconda frazione, durante la quale sono transitato per Arezzo, Todi, Orvieto, Bolsena e la Val d’Orcia: se non avessi bucato non sarei infatti arrivato di notte a Pitigliano, che rimarrà per sempre impresso nella mia mente. Lo stesso discorso vale per Castelnuovo di Garfagnana, e poi non avrei visto le Cinque Terre al mattino o, in precedenza, ammirato un’indimenticabile alba sul Po, lungo la ciclabile nei pressi di Ferrara».

Il cicloamatore romagnanese è stato seguito dalla moglie e dai tre figli, che a bordo di un camper l’hanno sostenuto dal primo all’ultimo momento. «Il supporto morale e logistico fornitomi si è rivelato fondamentale. Grazie alla mia famiglia ho potuto dormire tranquillamente e recuperare energie. E c’è un altro gesto di solidarietà che ricordo con piacere. Il terzo giorno ho scalato il Passo dei Carpinelli, in alta Garfagnana, dove era previsto un punto di controllo gestito dagli Alpini. Ero provato, faceva freddo, avevo fame e sonno; i presenti l’hanno capito e quando gli ho detto che anch’io sono una penna nera è scattata una divertente mobilitazione: mi hanno procurato un k-way, dei guanti da giardino e un sacco dell’immondizia per affrontare la discesa». Rondi ha terminato la “1001 miglia” al 46° posto, sicuramente un buon risultato. «Il mio obiettivo era di portarla a termine e di trascorrere un periodo di vacanza: non me lo dimenticherò mai».

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