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Grignasco saluta la partigiana Elma Fiorito, 95 anni

Parte della vita la trascorse a Novara, ma tornava spesso a Grignasco dove la sorella Elida presiede l'Anpi
Articolo pubblicato il 25-07-2016 alle ore 12:05:46
Grignasco saluta la partigiana Elma Fiorito, 95 anni 2
Elma Fiorito (a sinistra) mentre viene premiata dalla sorella Elide

L’Anpi e Grignasco piangono la partigiana Elma Fiorito, morta lunedì scorso a 95 anni. Si è spenta nella casa di riposo San Vincenzo, dove era ospite dopo che aveva lasciato Novara per tornare a Grignasco.

I genitori di Elma Fiorito si trasferirono in Argentina quando lei aveva solo un anno, in cerca di lavoro. Rientrò in Italia all’età di 14 anni e dopo alcuni mesi a Carpignano raggiunse Grignasco, dove il padre aveva trovato lavoro come muratore; era la metà degli anni anni ‘30. Gli anni della guerra e della Resistenza furono terribili per lei: i fascisti trucidarono il fratello Enzio e la portarono via per imprigionarla a Novara. Venne però rilasciata e il mattino dopo partì alla volta della montagna, unendosi agli altri partigiani della brigata “Nello”. Vi rimase fino alla fine, senza mai avere ripensamenti.

Dopo la Resistenza costruì la sua famiglia, si sposò e alla fine degli anni ‘40 diede alla luce la figlia Daniela. I momenti brutti per lei non erano però ancora finiti, e a soli 39 anni rimase vedova.

Parte della sua vita la trascorse a Novara, dove lavorava come impiegata. Ma tornava spesso a Grignasco, per le commemorazioni in onore del fratello e per le celebrazioni dell’Anpi cittadina, presieduta dalla sorella Elide. «Mia sorella - racconta Elida Fiorito - era una donna molto dolce, ma era anche assai determinata quando aveva uno scopo da raggiungere. E poi era una bellissima donna». Lo scorso anno (in occasione del 70° anniversario della Liberazione) Elma Fiorito è stata premiata con una pergamena per il suo impegno e coraggio negli anni della Resistenza. A lei e alle altre staffette e partigiane della zona l’Anpi di Grignasco aveva anche dedicato uno striscione, con la foto di ciascuna e la scritta “Senza le donne non ci sarebbe stata la Resistenza”. L’ultimo saluto le è stato dato nella chiesa di Bovagliano.

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