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Gualdi, addio al Pd: «Ha imboccato una strada che non è più la mia»

Lettera al giornale
Articolo pubblicato il 30-10-2017 alle ore 16:31:09
Gualdi, addio al Pd: «Ha imboccato una strada che non è più la mia» 3
Luciano Gualdi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta all’avvocato varallese Luciano Gualdi al circolo di Varallo-Alta Valsesia del Partito Democratico

«Cari amici del Pd, sabato non ho partecipato all’assemblea del circolo di Varallo-Alta Valsesia. Come sapete ritenevo che il Pd aveva una "ragion d'essere" se riusciva a mantenere una propria vocazione "plurale", se continuava ad essere “aggregante”. Rilevo, però nuovamente, che la vocazione plurale all’interno Pd, di fatto, da tempo, non esiste più. Vi domando, poi, se il Pd lo ritenete ancora “aggregante”. A parere di molti e mio non lo è più. Perché? Inoltre, sono certo che anche voi siete molto preoccupati per il futuro del nostro Paese, per il futuro dei nostri figli, per “il pesante clima politico che si respira in giro”... Queste “paure”, questi timori non possono, però essere “un collante”. Ritengo, quindi, che debbano essere trovate/aperte altre strade per contrastare la “deriva populista” che incombe, deriva alimentata e non contrastata adeguatamente.

Ora, dopo anche i recenti avvenimenti politici: la nuova proposta di riforma della legge elettorale (la quale ha molte criticità ed è anche, probabilmente, anticostituzionale), dopo la richiesta di fiducia da parte del governo alla Camera al così detto, appunto, “rosatellum”, dopo le relative “figuracce” fatte fare a Gentiloni da Renzi, dopo i recenti “siluri” a Visco, sono a ribadirvi le mie rinnovate, purtroppo, forti delusioni, perplessità a riguardo “questo Pd” a livello nazionale, ma non solo (come sapete). Mi domando, quindi, che senso ha rimanere iscritti in un partito, quando, ormai da tempo, non si è più in sintonia con lo stesso, quando non vi è la speranza, la possibilità che la “linea politica” possa essere migliorata. Ritengo, di conseguenza che non sia né giusto, né opportuno, né utile, per me, rimanere iscritto in “questo Pd”. Ora, ancora una volta, rifuggo i tatticismi e le ipocrisie degli “animali politici” e a malincuore, quindi, vi saluto. Vi saluto, però, con un arrivederci e non con un addio, perché voglio ancora sperare. Ad maiora».

Luciano Gualdi

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