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Guardabosone ospita le giornate di primavera del Fai

Il piccolo borgo ospita chiese, oratori, ma anche musei
Articolo pubblicato il 07-03-2016 alle ore 12:08:19
La vista di Guardabosone
La vista di Guardabosone

Il Fai Valsesia  quest’anno apre ai  visitatori il borgo di Guardabosone. Il Gruppo Fai Valsesia vuole offrire ai partecipanti delle  giornate di Primavera 2016 in programma il 19 e 20 aprile una lettura completa di questo straordinario insediamento attraverso un itinerario appositamente individuato che conduce ai dodici beni che il Fai ha aperto per l’occasione. Da scoprire non ci sono soltanto chiesette e oratori, ma anche una serie di musei sparsi in un piccolo territorio. C'è la casa dei mestieri dove ogni stanza contiene gli attrezzi di un mestiere accuratamente ordinati e catalogati con criterio didattico. All’ultimo piano, come per magia, due sale  contengono per la gioia di studenti, scienziati, amatori, la più interessante e fornita collezione entomologica del nostro territorio, raccolta, ordinata, e aperta al pubblico dal cavalier Carlo Locca entusiasta sostenitore di ogni attività museale di Guardabosone. In una casa contadina è invece allestito il Museo delle tradizioni agricole con la descrizione della filatura e tessitura della canapa e della lavorazione delle noci per ottenerne l’olio. Il circuito museale si conclude in fondo al paese, con  il Museo di scienze naturali: due spazi che accolgono la collezione più straordinaria che si possa immaginare. Nel primo è esposta la parte più naturalistica e storica della collezione che va dai reperti dell’età della pietra a raccolte di minerali e fossili e dove trova posto anche materiale folcloristico appartenente a tribù africane e amazzoniche. Nel secondo troviamo la parte più prettamente naturalistica. Centinaia di animali impagliati, imbalsamati di ogni genere e specie, tra cui un  leone, una foca e un tenerissimo ippopotamino nano. A Guardabosone non può mancare l’orto  botanico fondato da un’associazione di volontariato con finalità educative,  scientifiche e di conservazione della flora,  intitolato a Pier Carlo Bussi ma  soprattutto, dulcis in fundo, c’è anche una cartiera.
Ognuno di questi beni sarà preso in consegna da un gruppo di studenti degli  Istituti superiori di Varallo, Borgosesia e Gattinara, a disposizione dei  visitatori per facilitarne la fruizione. Il Museo delle tradizioni Agricole avrà  invece come ciceroni i ragazzini delle Medie di Crevacuore, preparati ed  entusiasti di far conoscere al pubblico il loro passato.

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