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I Walser vogliono diventare patrimonio Unesco

Nella prima metà del XIII secolo raggiunsero dall'Alto Vallese diverse località delle Alpi, tra cui abitati valsesiani
Articolo pubblicato il 08-12-2017 alle ore 13:19:36
 I Walser vogliono diventare patrimonio Unesco 2
La delegazione pro Walser all'Unesco

I Walser scendono a Roma per candidarsi ufficialmente a patrimonio immateriale dell’Unesco. Anche una delegazione valsesiana, tra cui il sindaco di Alagna Roberto Veggi, ha raggiunto la capitale per poter partecipare insieme alle comunità valdostane e del Vco alle giornate di promozione e candidatura. Il popolo di origine germanica appartiene al ceppo degli Alemanni ed è giunto attorno all’VIII secolo nell’Alto Vallese, per poi emigrare, nella prima metà del XIII secolo, in una vasta area alpina comprendente anche alcune località della Valsesia.

Per l’Unesco la candidatura è molto importante e interessante, i Walser del resto rappresentano tanti saperi. E' un popolo che arriva da luoghi impervi e che ha saputo adeguarsi all'ambiente naturale. Inoltre, sono transnazionali e dopo secoli si ritrovano ancora oggi, periodicamente, nelle varie nazioni. Proprio grazie a questi valori aggiunti presto i walser potrebbero diventare un vero patrimonio dell'Unesco e continuare a tutelare la propria storia.

La giornata di giovedì 30 novembre è stata piuttosto ricca e caratterizzata dalla proiezione del film “I Walser. Sulle orme di un antico popolo alpino” di Fabio Bonetti, dalla recita di brani di poesia in lingua a cura di Anna Maria Bacher, dalla musica con l’achbrétt (una sorta di pianola) e poi ovvimamente dai costumi di rappresentanza delle comunità Walser italiane e dalla degustazione dei sapori tipici della montagna a cura dell’équipe “Walser Schtuba” di Formazza.

Ora si pensa al prossimo passo, ovvero alla creazione del comitato promotore, poi il progetto sarà presentato ufficialmente. I walser di Ossola, Valle d’Aosta e Valsesia, precisamente, sono stati protagonisti a Roma di un convegno nel palazzo dell’Unesco di piazza Firenze. Le comunità erano rappresentata dai sindaci Christian Linty di Issime, Roberto Veggi di Alagna e Bruna Papa di Formazza. La delegazione è designata nel «comitato pilota» che riunisce una quindicina di Comuni. A organizzare l'incontro il Ministero della cultura; il titolo era "Gli Italiani dell'altrove" riferendosi a questa minoranza etnico-linguistica.

 

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