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Il ricordo di Silvio Anselmetti per la valorizzazione della biblioteca civica di Varallo

Fu titolare della storica farmacia di corso Umberto I
Articolo pubblicato il 31-08-2016 alle ore 18:25:48
Il ricordo di Silvio Anselmetti per la valorizzazione della biblioteca civica di Varallo 2
Il dottor Silvio Anselmetti davanti alla sua farmacia

Riceviamo e pubblichiamo il ricordo del dottor Silvio Anselmetti di Varallo scritto da Piera Mazzone, direttrice della biblioteca civica ''Farinone-Centa''.

La morte del dottor Silvio Anselmetti ha colpito i cittadini di Varallo, che ben conoscevano e stimavano il titolare della storica farmacia di famiglia in corso Umberto I. Ormai da alcuni anni Silvio era stato costretto all’immobilità dai postumi di una frattura, ma la sua mente era rimasta vigile. La presenza assidua dei famigliari: la moglie Angela, l’affezionata cognata Maria Luisa, il figlio Gaudenzio, gli ha consentito di accettare serenamente i limiti imposti dalla malattia e di mantenere i rapporti con la realtà cittadina. Come direttore della biblioteca civica “Farinone-Centa” vorrei ricordarne l’importante apporto dato a questa prestigiosa istituzione culturale negli anni in cui la biblioteca fu trasferita dal Palazzetto Centa all’attuale Palazzo Racchetti. Il sindaco di allora, avvocato Negri, chiese l’aiuto del giovane dottor Silvio Anselmetti, laureato in Lettere, persona che abbinava a una profonda passione per i libri competenze e autorevolezza per coordinare l’opera di riordinamento dell’importante patrimonio librario, avviata secondo i dettami stabiliti dall’allora Sovrintendenza alle Biblioteche civiche e nazionali. Fu allora che nacque la Sezione Valsesia, fiore all’occhiello della nostra biblioteca, dove sono raccolte tutte le opere sulla Valsesia o di autore valsesiano, suddivise per tipologia, dall’arte alla storia, alle materie scientifiche, alla letteratura. Riconoscendo l’importanza della lettura fu creata la sezione Ragazzi, che nella moderna biblioteca è suddivisa nella parte ludoteca per i bambini più piccoli e nella sezione Ragazzi, collocata nella sala attigua allo spazio del prestito. L’inaugurazione ufficiale della biblioteca, «modernamente sistemata nei più confacenti locali del pianterreno di Palazzo Racchetti», avvenne nel 1955, in occasione della festa patronale di San Gaudenzio. I nuovi spazi e il riordinamento rivalorizzarono il patrimonio librario e i giornali locali del gennaio di quell’anno titolavano: «Una nobile istituzione che rifiorisce. La Biblioteca Civica varallese rivalorizzata è un patrimonio da potenziare e difendere». Nell’articolo pubblicato su “il Monte Rosa” si sottolineava: «Il lavoro di riordino non è stato facile: si trattava di una mole di oltre dodicimila volumi, senza che più esistessero schedari aggiornati, senza che la vecchia sistemazione fosse organica». Nel 1958 fu nominato presidente della Commissione consultiva della biblioteca l’avvocato Franco Maffioli, che nel 1962 completò il suo mandato quadriennale passando il testimone a Silvio Anselmetti, il quale nel 1965 riuscì ad arricchire la biblioteca di pubblicazioni importanti come la Divina Commedia in micro calligrafia, stampata nel 1888 dalla Tipografia Cossovel a Gorizia, e ancora oggi esposta in Sala Consultazione, al primo piano del Palazzo. L’incarico di presidente gli fu riconfermato nel 1966, anno in cui il Sindaco, cavalier Mario Bruno, con il contributo del Ministero, del Consiglio della Valle, dell’Azienda di soggiorno e turismo, dell’amministrazione provinciale e di altri enti pubblici, deliberò l’acquisto della biblioteca privata dell’avvocato Alberto Durio, che oggi è custodita in sala consultazione. Il Fondo avvocato Alberto Durio è di grandissimo interesse per gli studiosi e per i bibliofili essendo composta da volumi di grande pregio, ma soprattutto è arricchita da una collezione delle antiche guide del Sacro Monte e da una ricchissima raccolta di opuscoli. Silvio Anselmetti mantenne l’incarico di presidente anche nel quadriennio 1970-1974, collaborando con Alberto Bossi e Enzo Barbano. Nel 1974 fu accolta la donazione del cavalier ragionier Giovanni Mittino, che aveva raccolto molte prime edizioni, la ristampa della Bibbia di Borso d’Este realizzata dalla Treccani, l’edizione in tre volumi in formato atlantico della Divina Commedia arricchita dalle tavole di Amos Nattini, l’intera enciclopedia Treccani nel suo mobile originale. Il Libro dei Misteri di Galeazzo Alessi, donato alla città dall’ultimo marchese D’Adda Salvaterra, fu depositato in Biblioteca e oggi è conservato nella cassaforte della Sala delle Edizioni rare e di pregio. Silvio Anselmetti deve quindi annoverarsi tra le persone che hanno maggiormente contribuito alla crescita e alla valorizzazione della biblioteca civica, che negli anni ha saputo crescere e rinnovarsi diventando un polo culturale di riferimento.

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