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Il segretario del Pd Furia: Biella costretta a vendere le quote di Atap

Il politico fa il punto della situazione sulla querelle estiva
Articolo pubblicato il 01-08-2016 alle ore 14:36:05
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Il segretario del Pd Biellese Paolo Furia interviene sulla questione della vendita delle quote di Atap. 

Il consigliere regionale Vittorio Barazzotto scende in campo sulla questione Atap invitando alla prudenza le Province di Biella e Vercelli che procederanno alla vendita delle loro quote della società. Come potrebbero, Province e Comuni, non accogliere l'invito alla prudenza? Operazioni come quella della vendita delle quote di un valore pubblico come Atap non possono essere improvvisate. Ma mentre i Comuni possono prendersi il tempo per riflettere, non essendoci per loro alcun obbligo finanziario, mentre la Provincia di Vercelli venderà anche se non tecnicamente costretta, dato che il Centrodestra vercellese ha sempre desiderato "sbarazzarsi" di Atap, la Provincia di Biella è costretta a vendere la sua parte per effetto di un piano di rientro concordato col Ministero. D'altronde, la Regione, per effetto di piani di rientro analoghi sulla sanità, ha dovuto imporre severi (e giudiziosi, il più delle volte) ridisegni di spesa, non senza qualche contraccolpo sulla tenuta complessiva dei servizi. E il PD Biellese, pur non senza sofferenza e “mal di pancia”, ha sostenuto i tagli per un bene maggiore, ossia evitare il dissesto della Regione, con inimmaginabili conseguenze sulla vita dei cittadini. Noi auspichiamo che la Regione, come la Provincia, facciano tutto il possibile per superare questo momento difficile e uscire dai piani di rientro, perché non vorremmo che le prestazioni sanitarie, a capo della Regione, oppure il riscaldamento e le manutenzioni nelle scuole superiori, a capo della Provincia, vengano a saltare.

Ecco perché occorre procedere alla vendita delle quote di ATAP della Provincia di Biella: per evitare un commissariamento dal Ministero che, oltretutto, avrebbe l'effetto, probabilmente, di svendere le quote stesse: perché un Commissario non ascolterà né sindacati né le sirene della politica, ma procederà a raggranellare ogni risorsa possibile anche (s)vendendo ATAP. Il film lo abbiamo già visto.

La segreteria del Pd Biellese ha però invitato (in una riunione interna tenutasi lunedì 25 luglio) i rappresentanti istituzionali, dal Consigliere Regionale in su, a mobilitarsi sin d'ora, se lo ritengono, presso gli uffici del Ministero per ritrattare il piano di rientro, facendo togliere la posta della vendita delle quote di Atap. Se i rappresentanti istituzionali ritengono di poter arrivare a questo risultato, agendo ora, la segreteria darà non solo mandato di procedere, ma anche la sua benedizione.

Vi sarebbero altri punti importanti, in realtà, che non riguardano solo i bilanci delle Province: ad esempio, Atap oggi così come è avrebbe la capacità di competere in una eventuale gara di quadrante, visto che la Regione Piemonte ha comunicato in numerose occasioni di voler procedere a una gara concorrenziale per la gestione del servizio che riguardi Biella, Vercelli ma anche le province di Verbania e di Novara? Ma su questo, attendiamo indicazioni ulteriori dalla Regione, auspicando, come si è detto nella stessa riunione del PD, che si elabori una strategia regionale per il dimensionamento dei fornitori pubblici o in parte pubblici del servizio del trasporto pubblico locale, in modo che possano riuscire concorrere nelle gare previste.

Il punto più urgente è senz'altro quello di corrispondere a un piano di rientro severo, imposto dal Ministero dell'Economia alla Provincia, con tempistiche precise. Non è un caso che tra le entrate nel bilancio della Provincia di Biella votato dai Sindaci vi siano le quote di Atap. Più che di prudenza, abbiamo bisogno di azione. Tenendo conto che i contenuti del piano di rientro della Provincia sono noti dal 2014, possibilmente, con il giusto tempismo.

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