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In Valsessera troppo facile ''dribblare'' le ordinanze contro i videopoker

A Crevacuore, Pray e Coggiola gli orari in cui non si può giocare non coincidono
Articolo pubblicato il 04-09-2016 alle ore 16:37:17
In Valsessera troppo facile ''dribblare'' le ordinanze contro i videopoker  2
Foto d'archivio

In Valsessera, i Comuni di Coggiola, Pray e Crevacuore decidono di mettere un freno alle slot machine con ordinanze che impongono una limitazione dell’orario. Il fatto però è che gli orari dei tre Comuni non coincidono. A Pray e Coggiola è stata emessa un’ordinanza che vieta il gioco in bar, circoli privati e locali dalle 12 alle 14 e dalle 18 alle 20. Sono tre, invece, le fasce a Crevacuore, in cui non è consentito giocare alle macchinette: dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 14 e dalle 17 alle 18. L’unico “turno” dove le slot sono spente ovunque è quello tra le 12 e le 14, quindi a un giocatore incallito basterebbe cambiare bar e paese per riuscire a stazionare sui videopoker praticamente tutta la giornata, salvo la pausa pranzo.

Non vanno poi dimenticate le ordinanze emesse dai Comuni limitrofi come Trivero, dove non è possibile giocare dalle 16 alle 19. Gli ultimi dati sul fenomeno di diffusione delle macchinette da gioco sono allarmanti: si arriva a parlare di una vera e propria ludopatia, con gente che passa giornate intere a giocarsi anche centinaia di euro sperando di poter vincere qualcosa. Il più delle volte però la fortuna guarda da qualche altra parte e così rimangono soltanto i problemi. Ormai diverse amministrazioni comunali hanno preso a cuore la questione e si stanno muovendo cercando di limitare l’uso delle macchinette.

«Era giusto prendere questo provvedimento - spiega il sindaco di Coggiola Gianluca Foglia Barbisin -. Abbiamo adottato tale ordinanza prendendo spunto dai Comuni limitrofi. Non abbiamo considerato la mattina visto che esiste già una ordinanza della Prefettura di Biella dove si impone il divieto di giocare prima delle 9». Si è andati invece a vietare il gioco nella pausa pranzo (orario in cui magari la gente esce dal lavoro) o nella parte serale della giornata. «Di certo queste ordinanze non risolvono il problema del gioco - riprende Foglia Barbisin -. Sarebbe bello che il legislatore intervenisse togliendo questi apparecchi in modo definitivo visto che alla fine diventano un passatempo davvero pericoloso».

Proprio a Coggiola era stato organizzato dalla Caritas un incontro sulle ludopatie con lo scopo di sensibilizzare le famiglie tenendo lontane le persone dalle slot-machine. «Noi Comuni possiamo impegnarci a fare ordinanze - conclude -, ma spetterebbe al Governo prendere una posizione netta togliendo gli apparecchi e rinunciando all’incasso».  Ovviamente le ordinanze sono state trasmesse alle forze dell’ordine, che hanno il compito di vigilare sull’effettiva osservanza, anche perché ci sono multe fino a 500 euro.

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