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«Inascoltato l'appello di Mattarella: ancora troppo populismo e demagogia»

Intervento dell'ex deputato e consigliere regionale
Articolo pubblicato il 05-01-2018 alle ore 14:59:04
Wilmer Ronzani
Wilmer Ronzani

Ufficialmente fuori dalla politica Wilmer Ronzani, ex deputato e consigliere regionale biellese, non lesina critiche ai vari partiti in vista delle nuove elezioni.

"Temo proprio che l'appello lanciato dal Capo dello Stato nel discorso di fine anno sia destinato a rimanere lettera morta. Mattarella ha invitato i partiti a confrontarsi sui problemi del Paese, avanzando proposte serie e, quindi realizzabili. Mi pare che stia avvenendo il contrario. Populismo e demagogia la faranno da padrone col risultato di allontanare la possibilità di compiere una operazione verità sulla situazione economica e sociale del Paese e i suoi problemi che all' indomani delle elezioni riemergeranno in tutta la loro gravità, mentre molte delle proposte demagogiche finiranno in un cassetto. Assistiamo ad una rincorsa a chi la spara più grossa. Molte sono vecchie proposte, nel senso che sono già state al centro di precedenti campagna elettorali; altre di nuovo conio. Tutte però prevedono meno tasse, più spesa corrente e più investimenti, senza che nessuno indichi le necessarie coperture finanziarie, anche perché impossibili. Non è  solo colpa della legge elettorale che pure spinge le liste e/o i partiti a raccogliere il maggior numero di voti, sottraendoli dalla responsabilità di indicare " una concreta e realistica proposta di governo". Siccome il tema del governo  e della sua leadership si porranno all' indomani delle elezioni sulla base dei risultati ottenuti da ciascun partito, questo  rende tutti più liberi nel proporre qualsiasi cosa e, quindi, meno responsabili. Io credo che tutto ciò  finirà con l'aumentare i rischi di astensionismo e di disaffezione nei confronti della politica e cioè col  produrre un risultato opposto rispetto a quello che con queste proposte si vorrebbe ottenere. L'intenzione è quella di riportare alle urne il popolo degli astenuti, ma l'effetto potrebbe essere quello di renderlo ancora più numeroso e col ridurre al lumicino la credibilità della politica. È impressionante il dato sull'astensionismo delle giovani generazioni. La condizione reale del Paese  è  sotto gli occhi di tutti, con le sue luci e le sue ombre; per questo sono destinati all' insuccesso sia il tentativo di edulcorarla, raccontando un Paese che non esiste, sia la tendenza a prescindere dai vincoli che la situazione economica e sociale e i conti pubblici  pongono a chiunque voglia di  misurarsi con la sfida del governo.  Populismo e demagogia non risolveranno i problemi del Paese, li aggraveranno. Proprio per questo c'è una spazio enorme per chi sappia indicare un programma di cambiamento credibile, destinato a tradursi in una concreta azione di governo anziché finire nel cestino della spazzatura all'indomani delle elezioni.

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