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La Commissione Sentieri del Cai al lavoro tra Scopello e Scopa

Interventi tra le valli Barbina e Boscarola
Articolo pubblicato il 09-07-2016 alle ore 15:49:03
La commissione sentieri del Cai
La commissione sentieri del Cai

Tra Scopello e Scopa due profondi valloni portano le acque dei loro torrenti a confluire nel Sesia sulla sua sponda destra: le valli Barbina e Boscarola. La prima, praticata dalla pastorizia fino agli anni 50, è del tutto abbandonata e i sentieri che la percorrevano sono praticamente scomparsi. La seconda invece, ancora utilizzata dalla transumanza, è percorsa dalla strada che sale all’alpe di Mera e presenta il valico della Bocchetta della Boscarola importante per i collegamenti con l’alta valle del Sessera nel passato ed anche geologicamente perché lungo il valico passa la linea Insubrica. Entrambi i valloni sono chiusi a sud dalla dorsale del Monti Badile, del Talamone, di Cima Mora e del Camparient dove arrivano gli impianti della conca di Mera. Sulla corta dorsale che divide invece la Barbina e la Boscarola si trova la miniera di nichel che ebbe il periodo di maggior sviluppo nell’800, ripresa per brevi periodi e ancora riattivata tra le due guerre.

Il sentiero attuale era un tempo la mulattiera di sevizio che con pendenza costante permetteva i collegamenti tra la valle e le miniere. È ancora oggi agibile e la Commissione Sentieri del Cai ha provveduto a ripulirlo dai tronchi caduti ed a posizionare la segnaletica dedicando il numero 234. Si tratta di un percorso interessante, non difficile, di media lunghezza che corre lungo il versante del torrente Boscarola, immerso nel bosco, fino a sbucare sulla dorsale dove erano le case dei minatori, ora ridotte a ruderi, canalizzazioni e tramogge per i materiali, i resti del tracciato della ferrovia che portava alla galleria principale, oggi tuttavia di difficile percorrenza, oltre a una notevole quantità di materiale di scarto. Il panorama, limitato in parte dalla vegetazione, non è l’attrattiva principale che rimane invece quella della visita ad un impianto di archeologia mineraria di altri tempi.

Da tempo si era pensato a ripristinare questo percorso e l’occasione di inserirlo nella nuova guida “Alta Valsesia – Itinerari escursionistici, turismo, cultura”, edita dalla Geo4Map in collaborazione con il Cai Varallo, di recente pubblicazione ha convinto la Commissione a riproporlo all’attenzione degli escursionisti. Con una giornata di lavoro di un gruppo di collaboratori insolitamente numerosi, si è potuto completare questo percorso proprio nei giorni di presentazione della nuova guida, disponibile in libreria, nelle edicole e al Cai Varallo.

Elio Protto

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