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La finanza di Vercelli scopre frode fiscale: fatture false per 42milioni di euro

La frode è andata avanti per due anni
Articolo pubblicato il 18-06-2016 alle ore 16:02:31
La finanza di Vercelli scopre frode fiscale: fatture false per 42milioni di euro 2
Foto d'archivio

Fatture false per 42 milioni di euro, 9 milioni di euro di imposte evase: la guardia di finanza di Vercelli ha scoperto un'articolata frode fiscale portata avanti dal 2012 al 2014 da una società consortile che opera nel settore della logistica e del facchinaggio.
L'organizzazione acquisiva commesse a condizioni economiche vantaggiose presso nomi importantissimi della grande distribuzione, per poi subappaltarle a cooperative usate come serbatoi di manodopera tramite schermi fittizi costruiti ad arte al fine di abbattere il costo del lavoro e commettere illeciti fiscali.

Quando il nucleo di polizia tributaria ha iniziato i controlli, gli amministratori “teste di legno” delle cooperative fantasma si sono mostrati del tutto ignari sia dell’attività esercitata dalle cooperative dai medesimi solo formalmente rappresentate, sia dell’entità delle somme transitate sui conti correnti e sia del numero dei soci-dipendenti.

Queste strutture cooperative avevano sede legali e strutture amministrative inesistenti, mentre la gestione vera e propria veniva effettuata nella sede della società consortile e di un consulente del lavoro. In questo modo, nessuno poteva determinare con chiarezza dove le coop esercitassero l'attività.

L’impianto probatorio della frode è stato ricostruito dai finanzieri attraverso un lavoro di investigazione avvenuto anche tramite la disamina delle email acquisite sia presso la sede della società consortile di Vercelli sia presso il citato consulente del lavoro e con l'incrocio di dati presenti in diversi banche dati dell’Anagrafe Tributaria.

È in questa fase che sono state riscontrate le prove decisive dell’ingranaggio fraudolento messo in pratica dagli effettivi responsabili della truffa, due coniugi, supportati da un consulente del lavoro di Vercelli e da un commercialista di Novara, complici degli illeciti.

Attraverso questo fraudolento sistema la società consortile ha potuto distrarre dall’erario oltre 9 milioni di euro di imposte evase, utilizzando imprese in modo improprio con la forma cooperativa e creando una concorrenza distorsiva delle regole.

I 15 responsabili sono stati segnalati all’autorità giudiziaria: devono rispondere di reati che vanno dall’emissione all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti finalizzate all’evasione dell’Iva.

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