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La lettera di Bovolenta dopo le elezioni a Serravalle

Riceviamo e pubblichiamo
Articolo pubblicato il 22-06-2017 alle ore 19:39:22
La lettera di Bovolenta dopo le elezioni a Serravalle 2
Daniele Bovolenta

All'indomani delle elezioni a Serravalle, riceviamo e pubblichiamo la lettera di Daniele Bovolenta: «Mi preme informare la cittadinanza che non ho voluto, fino a oggi salvo rarissime eccezioni, commentare o fare dichiarazioni sul fatto che per la prima volta nella mia vita non sarei andato a votare. Ora però, con i risultati alla mano, vorrei spendere qualche considerazione su quanto è successo alle elezioni di Serravalle e sulle dichiarazioni (legittime, per carità) che leggo sui Social espresse da molti cittadini “tifosi” dell’amministrazione uscente.

In primo luogo, sostenere che “la sinistra” non ha fatto volutamente una lista per non fare raggiungere il quorum mi fa sorridere. Posso solo dire che non risponde al vero e che le motivazioni che hanno portato a questa scelta sofferta sono così personali e importanti da non meritare commenti: invito solo a non cercare il complotto a ogni costo perché così non è. Poi, a chi sostiene che “la sinistra doveva fare una lista”, rispondo che non sta scritto da nessuna parte che candidarsi per vent’anni significhi dover continuare a farlo. Noi, per quattro elezioni amministrative consecutive, ci siamo stati e abbiamo proposto un’alternativa che purtroppo non è stata sostenuta dalla maggioranza dei cittadini: personalmente, penso che oltre un certo limite, ci si debba porre delle domande e che sia meglio farsi da parte.


Ci sono poi coloro che stanno facendo proclami sul “nostro paese” ma che non ho mai visto candidarsi in alcuna lista, mai visti partecipare attivamente alla vita del paese in qualche associazione e, molti di quelli che oggi si ergono a paladini della vita sociale locale, quando viene organizzata qualche iniziativa a Serravalle sono abitualmente impegnati in feste di paesi vicini. Ma si sa, l’erba del vicino… È vero, i cittadini non sono andati a votare, ma io penso che se dopo 25 anni di amministrazione il risultato è questo, qualche errore di valutazione lo ha commesso anche la maggioranza uscente, nel metodo e nel merito. Concludo, dicendo che, personalmente, mi sono sempre candidato perché pensavo di poter dare un contributo al mio paese: per tre volte come consigliere e una addirittura come sindaco, pur sapendo di non poter vincere ma consapevole di poter garantire al nostro paese un’alternativa e un controllo.

Sono partecipe da anni alla vita associativa del territorio e solo quando chi mi attacca sui Social avrà messo a disposizione del paese la metà del tempo che ho dedicato io, allora, in quell’istante, accetterò le critiche. Fino a quel momento, dico a costoro di rimboccarsi le maniche e di cominciare a impegnarsi almeno un poco, ma non dietro una tastiera, bensì sul campo: sicuramente riusciranno a fare meglio di quanto ho fatto e continuerò a fare io».

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