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Il consiglio pastorale scrive a Eraldo Botta sula questione degli immigrati

La parrocchia al sindaco di Varallo: basta con gli scontri

«Su un tema così delicato dobbiamo dialogare e collaborare»
Articolo pubblicato il 16-11-2015 alle ore 09:02:27
La parrocchia al sindaco di Varallo: basta con gli scontri 3
Prove di dialogo a Varallo

Basta con le contrapposizioni, sul tema dei migranti occorre dialogo e collaborazione, per il bene di tutti. Questo, in sintesi, il contenuto di una lettera aperta che il consiglio parrocchiale di Varallo ha scritto al sindaco Eraldo Botta dopo i duri contrsti dei giorni scorsi (Botta aveva accusato la parrocchia di predicare bene e razzolare male, vale a dire di promuovere l'accoglienza a parole ma poi di lasciare alla collettività tutti i problemi che tale accoglienza comporta). Ecco la lettera.

«Trascorsi molti giorni, necessari per una riflessione serena, il Consiglio pastorale parrocchiale di Varallo esprime la propria solidarietà a don Roberto e si dice sinceramente dispiaciuto per quanto è successo, per le incomprensioni e l’imbarazzo causato. Si rende conto di quanto sia complesso il problema dell'accoglienza dei migranti e di come siano davvero necessarie e indispensabili la partecipazione e la collaborazione di tutti per non creare instabilità, paura e diffidenza nella nostra popolazione. E quindi è più che mai necessario aprire un dialogo permanente con l’amministrazione comunale, perché il fenomeno dell’immigrazione sarà presente a lungo nel nostro paese. Pertanto, per quanto riguarda questo specifico problema degli immigrati, il Consiglio pastorale si augura che quanto è successo possa portare a un dialogo costruttivo con l’amministrazione, come d’altra parte già succede per altre attività; ad esempio la borsa di studio per una ragazza palestinese dell’Università di Madaba, Giordania, il piatto di riso per i bambini e i ragazzi del Bangladesh.

«Anche noi pensiamo che nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare il proprio paese, e queste attività,di cui sopra, che desiderano creare reti forti di solidarietà, vanno in questa direzione, ma purtroppo non possiamo negare che la persecuzione religiosa, le guerre, le dittature, la povertà, la fame costringono molti a cercare una speranza di vita lontano dai loro paesi. Facciamo notare che la maggiore persecuzione religiosa è quella contro i cristiani. Papa Francesco parla addirittura di genocidio.

«Sarebbe auspicabile che la Comunità internazionale intervenisse per evitare tutto ciò che porta lontano dalle loro terre bambini, donne, uomini, ma purtroppo assistiamo spesso ad interventi volti principalmente a soddisfare i propri interessi e non il bene di un popolo. Come cristiani, in questo momento storico molto complesso, non possiamo fare altro che farci portavoce delle parole del Vangelo e di Papa Francesco. E' per questo che come Parrocchia di Varallo abbiamo deciso di accettare l’invito del Vescovo Franco Giulio e della Caritas italiana e diocesana all'accoglienza, seguendo le procedure legali previste dalla convenzione Cei. Ovviamente siamo disponibili a dare il nostro appoggio fattivo, qualora venisse ritenuto opportuno, agli enti (amministrazione comunale, Onlus assegnataria del bando e così via) coinvolti nell'accoglienza dei migranti che arriveranno direttamente tramite la Prefettura, in modo che, lo ribadiamo, non si creino spiacevoli inconvenienti e la popolazione di Varallo possa mantenere la sua serenità anche con la presenza di questi fratelli che hanno cuore e gambe come noi».

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