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Ambiente

La pianura della Baraggia torna a chiedere la diga

«L'acqua degli invasi biellesi non servono al Vercellese»
Articolo pubblicato il 11-09-2016 alle ore 14:28:05
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Il Biellese ha già dato in termini di dighe? Assolutamente no secondo i dati forniti dal Comune di Buronzo, il quartier generale della Baraggia. L'invaso sull'Ostola con un volume di 5.500.000 metri cubi è destinato a tre Comuni biellesi per l'irrigazione di 1350 ettari e a cinque Comuni per l'approvvigionamento potabile; l'invaso dell'Ingagna invece serve per l'irrigazione di Borriana, Cerrione, Massazza, Mottalciata, Salussola, Sandigliano, Villanova Biellese, oltre ai vercellesi Maglione e Moncrivello, mentre per l'approvvigionamento potabile è a favore solo di Comuni biellesi. Infine il Ravasanella serve l'irrigazione dei Comuni di Roasio, Rovasenda e Brusnengo.
In Baraggia Comuni e agricoltori aspettano il via libera per la diga. «Il rischio – sottolinea il sindaco di Buronzo Emiliano Giordano – è trovarsi tra dieci anni senza acqua e con un territorio abbandonato, un vero disastro ambientale. Senza agricoltura chi si prenderà cura di tutti i terreni di Baraggia, delle strade e dei canali?». E il fatto che in Baraggia siano più convinti che mai che il progetto serve lo dimostrano anche i numeri dei Comuni a favore del progetto e che si sono costituiti contro il ricorso presentato dagli ambientalisti: sono 36 gli enti comunali che hanno firmato a favore del Consorzio. Trenta appartengono alla Baraggia e sei alla Valsessera. Insomma tutta una questione di numeri.

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