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Il direttore replica alle accuse di taglio di posti letto

L'Asl: sui posti letto i sindacati non hanno capito

«C'è ancora chi ha il contratto da 35 ore la settimana»
Articolo pubblicato il 17-12-2015 alle ore 17:40:07
L'Asl: sui posti letto i sindacati non hanno capito 3
Polemica sui posti letto in ospedale

La riduzione dei posti letto c'entra poco o nulla con la normativa che impone nuovi e più stringenti tempi di riposo al personale sanitario, anche se ovviamente le due cose vanno gestite insieme. Dopo l'accusa lanciata questa mattina dai sindacati («L'Asl taglia 90 posti tra Vercelli e Borgosesia per risolvere il problema dei turni»: vedi il nostro articolo) è ora il direttore generale dell'Asl Chiara Serpieri a dare le sua versione, specificando che la versione sindacale "offre una vista sul problema decisamente fuorviante".

«Tutta la questione - spiega la manager - parte dalle oggettive difficoltà che tutte le aziende, non solo la nostra, si trovano a dover fronteggiare per rispettare alla lettera la nuova normativa europea sull’orario di lavoro (nuova peraltro solo per i medici, in quanto già in vigore per il personale del comparto da anni), di cui stiamo parlando da settimane e di cui ci si sta occupando anche in sede di legge di stabilità. Si tratta di un problema serio, che contrappone in modo paradossale interessi di tutela della salute dei lavoratori a esigenze di flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro».

Invece, «la questione del presunto taglio dei posti letto (peraltro tutta ancora da declinare ed attuare) è da ricondursi come del resto già più volte ribadito, esclusivamente alla applicazione delle norme di riorganizzazione della rete ospedaliera derivanti dai provvedimenti regionali. Per il riordino della rete ospedaliera, sono in corso impegnativi percorsi progettuali, che coinvolgono tutti i settori dell’Azienda. Le norme prevedono anche che il riordino venga attuato a parità di risorse disponibili, anzi che vengano liberate risorse da collocare su nuovi servizi ai cittadini. Le nuove norme sull’orario di lavoro in qualche modo “inceppano“ questo percorso di razionalizzazione per liberare risorse. Si tratta quindi di problemi che hanno tempistiche di soluzione differenti. Per completare la riorganizzazione, infatti, ci vorranno mesi o addirittura anni, mentre le nuove norme sono già vigenti».

«Da ultimo dobbiamo ricordarci che, nella nostra Asl, il personale turnista gode tuttora di un privilegio in quanto, a differenza del restante personale, ha un obbligo contrattuale ancora basato sulle 35 ore settimanali (anziché, come tutti, sulle 36 ore). E’ chiaro che, perdurando queste difficoltà oggettive, questa situazione dovrà essere rivisitata, rendendo disponibili nuovamente per i servizi molte migliaia di ore di lavoro che oggi non vengono lavorate».

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