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Lo scrittore più bugiardo d'Italia è di Borgosesia

Ha vinto la sezione letteraria del torneo organizzato dall'Accademia della bugia di Pistoia
Articolo pubblicato il 25-08-2016 alle ore 09:40:00
Lo scrittore più bugiardo d'Italia è di Borgosesia 2
Lodovico Ferrari

Il 2016 sarà ricordato dal borgosesiano Lodovico Ferrari come un “annus mirabilis”: ha appena vinto il titolo di scrittore più bugiardo d’Italia e, non sazio, sta facendo incetta anche di altri riconoscimenti. Cinquantunenne, di professione tecnico informatico, recentemente si è classificato primo su cento nella sezione letteraria del torneo organizzato dall’Accademia della bugia di Pistoia, che ormai da mezzo secolo premia le frottole meglio scritte, dette o trasmesse alla radio e disegnate. In giuria a valutare i racconti c’era anche il noto scrittore Sandro Veronesi, che di “Fatima” (questo il titolo presentato da Ferrari in Toscana) ha esaltato il «potere salvifico», aggiungendo che «dove la civiltà si è inceppata, a volte può essere proprio una bugia a rimetterla in funzione».

Lodovico Ferrari, non ci tenga sulle spine... qual è la storia con cui quest’anno è riuscito a vincere il “Bugiardino d’oro”? Una vittoria che tra l’altro arriva dopo i due terzi posti conseguiti nelle edizioni 2014 e 2015 dello stesso concorso... «L’ispirazione mi è stata data da un fatto di cronaca realmente accaduto lo scorso 13 aprile: il falso allarme bomba all’aeroporto Schipol di Amsterdam. Da lì invento la storia di due terroristi che, giunti sul posto per compiere l’attentato, pensano l’uno alla fidanzata Samira e l’altro alla figlia Fatima. I due attentatori suicidi, assaliti dal dubbio, scelgono così di non farsi esplodere e telefonano alla polizia per avvisare della finta bomba, poi fotografano l’arrivo degli agenti per avere un alibi con i mandanti e infine gettano le cinture in un canale della capitale olandese. E’ la prova del fatto che se si pensa alle persone importanti della propria vita, le possibilità di buttarla via diventano più remote. Il racconto è breve, 1800 battute, comprende anche dei suoni ed è disponibile all’indirizzo macchescrittore.blogspot.it».

Quando ha iniziato a scrivere? «Cinque o sei anni fa. Mi sono avvicinato ad alcuni siti specializzati, dove non c’è una giuria e ci si giudica a vicenda. Uno è braviautori.com, che è stato e continua a essere il mio laboratorio. I racconti brevi hanno il vantaggio della comodità: non devi dividere il testo in capitoli o dilungarti in descrizioni. Basta un’idea, però cominciare non è semplice».

La vittoria al ''Campionato italiano della bugia'' non è la sua unica soddisfazione letteraria di quest’anno, vero? «Il 10 settembre sarò premiato a Villa Gallia, a Como, nella sezione “Microletteratura e Social network” del “Premio Antonio Fogazzaro”, per il quale bisognava comporre racconti lunghi massimo 180 parole e con tema: “Caro Amico ti scrivo…”, insomma le lettere. Nelle precedenti due edizioni mi ero classificato primo e terzo con oggetto alcuni titoli di Charles Bukowski e Pier Paolo Pasolini. A Induno Olona ho poi vinto il concorso “Racconto in Rosa” della Pro loco, e il successo l’ho trovato anche alla gara di narrativa horror del sito scheletri.com, che metteva in palio la stampa del racconto su una t-shirt. L’anno scorso mi sono inoltre piazzato secondo al concorso nazionale di poesia “Sogni di pietra” organizzato dall’associazione Wild a Campertogno. La mia “specializzazione” resta comunque il racconto breve, se non brevissimo: mi diverto perché li scrivi di getto, anche se poi la correzione comporta del tempo». 

Ultima curiosità: quali sono i suoi scrittori preferiti? «Alessandro Baricco, Stephen King, Giorgio Faletti e Silvia Avallone, sia per il contenuto delle loro opere che per lo stile di scrittura. Ma citerei anche Carlos Ruiz Zafón».

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