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Lo zafferano di Coggiola protagonista in tavola a Minsk

Vetrina internazionale
Articolo pubblicato il 22-11-2017 alle ore 18:04:07
Lo zafferano di Coggiola protagonista in tavola a Minsk 3
Foto di gruppo all'incontro sullo zafferano di Coggiola, ora protagonista anche a Minsk

Coggiola protagonista all'evento di Minsk (Bielorussia) ''Cucina italiana nel mondo'' con un risotto allo zafferano. E’ l’ambasciata italiana ad aver organizzato l’appuntamento con l’obiettivo di far conoscere i piatti del Belpaese mettendo insieme il linguaggio dei vini e quello dei sapori attraverso degustazioni di specialità regionali. Obiettivi della manifestazione sono affinare l’interazione fra il mondo dei cuochi e quello degli operatori del settore enogastronomico e portare al grande pubblico bielorusso la cucina e i vini italiani autentici e di qualità.

Uno degli eventi proposti, dal titolo "Assaggi d’Italia e l’arte del ricevere”, ha visto protagonisti gli studenti dell’istituto alberghiero ''Gae Aulenti'' di Mosso. E uno dei piatti ha come protagonista proprio lo zafferano di Coggiola, recentemente protagonista di un progetto di filiera alimentare.

Soddisfazione per Enrico Covolo, che ha dato il via alla coltivazione dello zafferano coggiolese: «L'altra sera all'hotel Pechino di Minsk i docenti e gli studenti dell'istituto ''Gae Aulenti'' hanno proposto un menù con specialità piemontesi e campane, tra cui il risotto sarà allo zafferano di Coggiola. Presenti 150 persone, tra le quali molti consoli provenienti da varie parti del mondo».

Insomma un’ottima vetrina per un prodotto che ha appena iniziato a farsi conoscere. E dire che inizialmente era una produzione per lo più familiare. Poi il primo esperimento con il pasticcere Mauro Ferrara di Coggiola ha fatto scoccare l’idea di creare una vera e propria filiera di prodotti contattando altre aziende artigianali della zona. E adesso la filiera dello zafferano coggiolese è pronto a conquistare il mercato con i suoi prodotti. Al momento liquori, dolci, birre vengono vendute dai singoli produttori, ma si registra anche la partecipazione ad alcuni mercatini. L’obiettivo è anche quello di tutelare il prodotto con una denominazione di origine comunale.

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