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Lozzolo, raccolta di firme contro la discarica

La si presenterà in Regione
Articolo pubblicato il 11-11-2016 alle ore 14:09:02
Lozzolo, raccolta di firme contro la discarica 3
I cittadini presenti al recente incontro sulla discarica di Lozzolo

Una raccolta firme per dire di no alla discarica e da presentare in Regione. E’ l’iniziativa messa in piedi da alcuni cittadini di Lozzolo, Roasio e Villa del Bosco. «Chiunque può firmare o raccogliere le firme in un foglio intestato “Io non voglio la discarica a Lozzolo, Roasio e Villa del Bosco” con dati relativi a nome, cognome e portarli al punto di raccolta nei bar e nell’alimentare di Lozzolo o spedirlo autonomamente alla Regione - spiega la dottoressa Silvia Chersich -. Queste firme permetteranno di evidenziare l’interesse della popolazione per il proprio territorio e il dubbio che la nuova proposta di utilizzo dell’area mineraria come discarica non sia migliorativa del precedente recupero ambientale».


Inoltre sarà ulteriormente approfondito il progetto della discarica per rifiuti inerti con deroga in località Fornaccio a Lozzolo. Mercoledì 16 novembre alle 21 nei saloni ex Enal ci sarà un incontro nel quale, con l’intervento di Gian Piero Godio in rappresentanza di Legambiente e di Pro Natura del Vercellese, si illustrerà quanto emerso dall’analisi effettuata, con l’intento di confrontarsi e decidere insieme i prossimi passi.


Spiega il sindaco di Lozzolo Roberto Sella: «Al momento nell’area sono attive quattro concessioni minerarie, le cosiddette cava di argilla, autorizzate dalla Regione Piemonte. Una delle miniere è in concessione alla ditta R.M., la quale ha presentato un progetto di rinnovo e variante della miniera denominata Fornaccio in cui si richiede che per il ripristino ambientale dell’area a fossa intervenga la società Ulisse 2007 srl. Quest’ultima, contestualmente, ha presentato alla Provincia di Vercelli, in quanto ente autorizzante in materia ambientale, un progetto per la “realizzazione di una discarica per rifiuti inerti con deroga in località Fornaccio».


Questi progetti saranno valutati, discussi e vagliati dalle Conferenze dei servizi composte da enti pubblici che direttamente o indirettamente sono coinvolti. In questa sede l’amministrazione comunale deve esprimere il parere tecnico di sua competenza per quanto riguarda il piano regolatore e il regolamento edilizio. Ma qualunque privato cittadino può presentare osservazioni entro il 21 novembre in Regione Piemonte ed entro il 2 dicembre in Provincia di Vercelli.


Aggiunge Sella: «Alcuni punti presentati nel progetto meritano attenzione e approfondimento. Bisogna capire se per la chiusura dello scavo, conseguenza dell’estrazione del caolino, si utilizzeranno solo scarti di materiali in fibra a base di vetro: cemento, mattoni, vetro, mattonelle e ceramiche da rifiuti selezionati da costruzione e demolizione; terre e rocce da scavo da siti non contaminati o di bonifica (come riportato nel testo del progetto). Altro interrogativo riguarda la tipologia dei materiali conferiti e se possono essere variati in futuro. Vogliamo capire cosa si intende per “deroga” ai limiti previsti dalla normativa, ma anche se le imprese edili locali potranno portare le macerie di demolizione. E soprattutto chi e come dovrà controllerà il conferimento delle macerie presso la miniera». L’invito è esteso a tutti i lozzolesi, ma l’intervento di fatto coinvolge anche i Comuni vicini.

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